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ADOZIONI GAY/ C’è una subdola rivoluzione antropologica, serve un "Family Pride"

Pubblicazione:martedì 15 gennaio 2013

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Infine, resta da lodare, l’intervento del Senatore Carlo Giovanardi (Responsabile Nazionale Politiche Familiari del PDL), che in barba alle accuse di bigottismo, non ha avuto alcuna paura di contestare chiaramente lo sconfinamento del Giudice Maria Gabriella Luccioli, che ha forzatamente voluto inserire la propria convinzione ideologica nella sentenza, ignorando le tonnellate di materiale scientifico che sconfessano le sue idee, andando ben oltre al caso in esame, seppur complesso e di difficile soluzione.

Contemporaneamente in questi giorni è nato un nuovo movimento di popolo in Francia (uno dei paesi più laici d’Europa) che non accetta il tentativo di Hollande di estendere il matrimonio e l’adozione a tutti i tipi di unione. Questo movimento, senza bandiere di partito, senza essere contro qualcuno, senza alcuna scelta confessionale, ha rivendicato la necessità che i bambini crescano insieme ad una figura maschile e una femminile, perché questa è una esigenza insostituibile della natura umana.

Nel 2007, in seguito al tentativo dei Dico, in Italia si organizzò un movimento di popolo simile che si riconobbe nel Family Day. Grazie a quell’evento il mondo cattolico riprese forza e fiducia in se stesso, rilanciando con sempre maggiore intensità il tema della famiglia nel dibattito culturale italiano.

Oggi, per contrastare questo inesorabile avanzare della cultura laicista, più che un nuovo Family Day, servirebbe un Family Pride. Occorre dire a tutti che l’orgoglio vero è quello di essere una famiglia secondo natura (come dice la nostra Costituzione), che l’orgoglio vero è quello di essere il luogo della affettività e della generatività naturale e non artificiale, che l’orgoglio vero è quello di contribuire alle difficoltà che sta attraversando il nostro Paese, fungendo da primo ammortizzatore sociale del Paese senza alcun riconoscimento e nessun aiuto da parte dello Stato. Proprio partendo da questa consapevolezza si potrà dare un segnale per dimostrare ai vari Giudici Luccioli, che la famiglia naturale non è un pregiudizio e proprio partendo dalla esperienza positiva di ciascuna famiglia potremo affermare che un padre e una madre sono essenziali per la crescita corretta di un figlio, condizione fondamentale per poter parlare di “bene comune”.

 

(di Davide Rosati e Caterina Tartaglione - Sindacato delle Famiglie onlus)



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