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ADOZIONI GAY/ Sei uno scienziato "contro"? Negli Usa ti aspetta il linciaggio

Pubblicazione:martedì 15 gennaio 2013

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Nonostante la robustezza scientifica dello studio, che aveva superato il vaglio della valutazione anonima, preventiva alla pubblicazione, da parte di altri sociologi (“peer review”) – uno standard di qualità accreditato nel mondo della ricerca – l’articolo di Mark Regnerus è stato violentemente attaccato attraverso la stampa e il web, e sullo studioso texano è stato rapidamente costruito un “caso mediatico” di discriminazione nei confronti delle coppie omosessuali e di negazione del riconoscimento delle loro pari opportunità genitoriali.

Un solo studio su un unico campione, per quanto numericamente appropriato, non può certo portare a conclusioni definitive su un problema psico-sociale complesso e difficile da indagare con gli strumenti delle scienze umane e i soggetti disponibili. Ma vale a mostrare come la questione non sia certo chiusa e vi siano evidenze documentate che raccomandano grande prudenza prima di considerare come esente da conseguenze sullo sviluppo e la maturazione di una personalità adulta la sostituzione di una delle due figure genitoriali, quella maschile o quella femminile, con una figura dello stesso sesso del partner. Non si tratta, dunque, di un “pregiudizio ideologico” o di una “remora morale”, ma di un dato empiricamente rilevabile della realtà familiare che non può essere cancellato, ma richiede di essere attentamente valutato, con obiettività e serietà. Sullo sfortunato ricercatore di Austin è piombata la pesante accusa di scientific and scholarly misconduct (“condotta riprovevole scientificamente ed accademicamente”), dalla quale però è stato completamente scagionato da una commissione nominata dalla sua facoltà, composta da quattro membri che si sono anche avvalsi di un esterno esperto in integrità della ricerca scientifica.

La conclusione raggiunta dalla commissione è inequivocabile: “Il professor Regnerus non ha commesso alcunché di scientificamente riprovevole … Nessuna delle accuse contro di lui risulta essere fondata”. L’onestà intellettuale dello studioso è stata riconosciuta, ma il prezzo che egli ha dovuto pagare attraverso l’esposizione ad un linciaggio mediatico che si è protratto per diversi mesi non lascia dubbi quanto al rischio che corre chi viola la “correttezza politica” della pretesa completa equiparazione, di fatto e di diritto, tra la paternità e la maternità fondate sulla differenza-complementarietà sessuale dei genitori e una indistinta “genitorialità” costruita sulla relazione omosessuale.



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COMMENTI
15/01/2013 - Ragione e buon senso prima di tutto (GIOVANNI PIERONI)

I risultati dello studio non fanno altro che confermare quanto il buon senso, il retto uso della ragione e la conseguente onestà intellettuale già possono evidenziare. A quanto risulta è chi propende per la tesi avversa a fare uso spregiudicato e "misconducting" delle scienze