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FELICITA'/ L'esperto: sbaglia chi vuol ridurre tutto ai neuroni

Pubblicazione:giovedì 17 gennaio 2013

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Se si pensa che tutta la persona umana sia riducibile al suo cervello, che quindi noi siamo il nostro cervello, è logico che tutto quello che accadrà nel cervello verrà interpretato come la causa scatenante di ciò che proviamo. Se invece si mantiene la percezione, molto più ragionevole, che l’uomo non è solo il suo cervello, non si esaurisce in esso, ma è qualcosa che va ben oltre, allora è chiaro che la questione rimane ancora totalmente aperta.

Come si fa allora ad affrontare correttamente un tema come quello della felicità?

Quello della felicità è un tema strettamente connesso all’esperienza, la quale, nonostante tutti gli esperimenti che si possono condurre a riguardo, è sempre decisamente soggettiva. E’ per questo che l’esperienza è sempre qualcosa di unicamente nostro, spesso neanche totalmente comunicabile.

Se quindi vogliamo parlare di felicità, da cosa dobbiamo partire?

Dal fatto che tutto trae le proprie origini dalla nostra personale esperienza. Se non partiamo da questo punto non potremo mai affrontare correttamente il tema, oppure sceglieremmo di muoverci partendo da un pregiudizio. Insomma, non saremo mai in grado di elaborare la “formula” della felicità se non iniziamo a ragionare dalla nostra esperienza personale e su ciò che per noi significa ricercare la felicità.

 

(Claudio Perlini)



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