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Cronaca

J'ACCUSE/ "Io, non credente, vi dico che l'adozione gay è contro la ragione e la civiltà"

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Proprio per questo, la concezione della coppia uomo-donna, che io ritengo debba essere compresa fino in fondo, consiste non solo nell’accoppiamento dei corpi, ma anche nella comunicazione affettiva delle menti di entrambi che hanno nell’atto del concepimento una rappresentazione contestuale del ruolo di madre e di padre. Il padre infatti introduce nella fantasia femminile anche l’idea del limite e del Terzo, con cui coopera per dare realizzazione al proprio desiderio. Sotto questo profilo, si può ritenere che la coppia è espressione di una vera e propria comunicazione mentale che si traduce nella reciproca rappresentazione dei due partner. In questa configurazione antropologica, l’accoppiamento dell’uomo e della donna è oggettivamente un fatto sociale perché realizza il finalismo di ogni membro della specie all’obiettivo della riproduzione e continuità dello stesso gruppo sociale di appartenenza. Al contrario, un rapporto omosessuale che può essere fortemente intenso e appassionato è di per sé privo di rappresentazione del futuro della coppia e completamente scisso dal rapporto con la continuazione della specie. 

La differenza sessuale, come dicevamo all’inizio, è costitutiva del rapporto con l’alterità, e proprio per questo Freud riteneva, forse un po’ schematicamente, che l’immagine paterna nell’immaginario femminile introduce l’idea del limite e il rapporto con la realtà. Studiando il fenomeno sociale del nazismo, Chasseguet Smirgel ha sostenuto che la cultura popolare tedesca durante gli anni terribili della dittatura avesse costruito un immaginario collettivo fondato su un genitore unico arcaico e sadico che spingeva all’eliminazione dei diversi rappresentati dal popolo ebraico. 

Naturalmente a questa argomentazione che ho sin qui sviluppato si può obiettare che in realtà sto proponendo un modello normativo senza alcuna validità scientifica. Proprio occupandosi di questo tipo di problemi, Corbellini ha affermato che l’etica pubblica non ha alcun rapporto con i risultati delle scienze, specialmente delle neuroscienze, che hanno invece uno statuto epistemologico esclusivamente descrittivo e che perciò offrono soltanto i dati di cui una decisione legislativa deve tener conto. Mi permetto di ricordare che da sempre ho contestato questa distinzione rigida fra descrittività e normatività mostrando che anche la formulazione delle ipotesi scientifiche ha fondamenti normativi già nella stessa distinzione tra ciò che è scientifico e ciò che non lo è. Nei millenni che ci separano dai nostri antenati ogni distinzione e ogni differenza ha avuto sempre un fondamento normativo che istituisce la responsabilità degli uomini verso la forma di società in cui si organizzano. Negare la strutturale normatività del pensiero significa disconoscere la nostra storia e la responsabilità che noi abbiamo di ciò che ereditiamo del passato e di ciò che progettiamo per il futuro. 

La rilevanza del principio della differenza sessuale nell’istituzione dell’immaginario sociale e delle forme di vita in cui si traduce è il segno più rilevante della nostra libertà e della nostra responsabilità. La normatività del principio della differenza sessuale, in quanto costitutiva dell’identità umana, non significa tuttavia alcun disconoscimento delle coppie omosessuali e del loro diritto a essere trattate giuridicamente secondo lo schema dei diritti e dei doveri che caratterizzano l’ordinamento di una famiglia eterosessuale. 


COMMENTI
20/01/2013 - D'accordo, ma perché non distinguere? (Giuseppe Romiti)

Se le forme di unione sono così diverse fra loro, ed hanno una così diversa rilevanza sociale, perché la legge non deve tenerne conto? Perché riconoscere a tutti i diritti che comportano un onere a carico della collettività (reversibilità pensione, tassazione separata)? Per i motivi così bene evidenziati nell'articolo sono enormi i benefici che il matrimonio offre alla società, e questo giustifica l'opportunità, per la collettività, di condividerne parte (oggi molto piccola in verità) degli oneri. Negli altri casi si tratta di ricopnoscere l'esistenza di legami affettivi che danno significato alle relazioni fra individui e molto meno alla dimensione sociale. Ben venga il riconoscimento della rilevanza giuridica di queste unioni a fini privatistici o per godere dei fini "affettivi" (visita in ospedale, in carcere) ma non trovo giustificazione nell'andare oltre.

 
18/01/2013 - Non dico niente di nuovo (claudia mazzola)

Essere credenti non è un requisito indespensabile per comprendere che l'adozone gay è contro natura. Lo dice la ragione.

 
18/01/2013 - BRAVO! (Giorgio Israel)

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