BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

J'ACCUSE/ "Io, non credente, vi dico che l'adozione gay è contro la ragione e la civiltà"

InfoPhoto InfoPhoto

Mentre dunque io ritengo di poter sostenere che non può essere consentito alle coppie gay di adottare figli o di procrearli attraverso la collaborazione con figure terze rispetto alla coppia, sono fermamente convinto che sul piano giuridico delle tutele riservate alle coppie non debba farsi alcuna distinzione nel trattamento dei diritti e dei doveri di unioni eterosessuali e unioni gay. La libertà di vivere i propri legami amorosi in forme diverse, infatti, non appartiene alla normatività implicata nei modelli di genitorialità e di filiazione che ho descritto. Ovviamente non sono d’accordo con l’utilizzare l’espressione “matrimonio” indiscriminatamente perché essa incarna il valore simbolico del rapporto di coppia fra un uomo e una donna. 

 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
20/01/2013 - D'accordo, ma perché non distinguere? (Giuseppe Romiti)

Se le forme di unione sono così diverse fra loro, ed hanno una così diversa rilevanza sociale, perché la legge non deve tenerne conto? Perché riconoscere a tutti i diritti che comportano un onere a carico della collettività (reversibilità pensione, tassazione separata)? Per i motivi così bene evidenziati nell'articolo sono enormi i benefici che il matrimonio offre alla società, e questo giustifica l'opportunità, per la collettività, di condividerne parte (oggi molto piccola in verità) degli oneri. Negli altri casi si tratta di ricopnoscere l'esistenza di legami affettivi che danno significato alle relazioni fra individui e molto meno alla dimensione sociale. Ben venga il riconoscimento della rilevanza giuridica di queste unioni a fini privatistici o per godere dei fini "affettivi" (visita in ospedale, in carcere) ma non trovo giustificazione nell'andare oltre.

 
18/01/2013 - Non dico niente di nuovo (claudia mazzola)

Essere credenti non è un requisito indespensabile per comprendere che l'adozone gay è contro natura. Lo dice la ragione.

 
18/01/2013 - BRAVO! (Giorgio Israel)

Condivido in toto