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RAPIMENTO CALEVO/ Almeno 7 le persone coinvolte, forse 20. L’imprenditore torna al lavoro

Andrea Calevo, l’imprenditore rapito lo scorso 16 dicembre, è tornato al lavoro. Lo ha raccontato lui stesso, spiegando di essersi emozionato nel tornare alla normalità del suo ufficio

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Andrea Calevo, l’imprenditore 31enne, rapito lo scorso 16 dicembre e liberato il 31 dicembre con un blitz, è tornato al lavoro. Lo ha raccontato lui stesso, spiegando di essersi emozionato nel tornare alla normalità del suo ufficio. «Sono tornato al lavoro tra miei dipendenti, mi hanno fatto anche un pensiero», ha dichiarato. Calevo è stato accompagnato nella sua azienda di Romito Magra, nel Comune di Arcola, dalla sorella Laura, attorno alle 9.30. I dipendenti lo hanno accolto con un brindisi. Ad accoglierlo presso l’entrata della sua azienda edile c’erano anche alcuni vecchi clienti. Calevo ha spiegato che, adesso, è tranquillo, sapendo che ci sono a proteggerlo le forze dell’ordine di cui non ha mancato di lodare l’operato. Ieri, intanto, i carabinieri hanno fermato una quarta persona, mentre sarebbero almeno sette le  persone coinvolte nel sequestro, anche se potrebbero essere addirittura una ventina. Solo i 4 che sono stati arrestati risultano, attualmente, indagati. Si tratta di Pierluigi Destri, 70enne, cliente della ditta Calevo e mente del piano, Davide Bandoni, 22 anni, nipote del primo, Fabijan Vila (23 anni) e Simon Halilai (20  anni) entrambi di origine albanese. Un piccola banda che, nonostante i modi rozzi e sprovveduti, ha messo seriamente a repentaglio la vita del giovane imprenditore. In un’intercettazione, infatti, si sente Bandoni che, in un atto di spacconeria, chiede al nonno se può pestare il rapito. Destri gli risponde di no, non per il momento, conscio, probabilmente, del fatto che, se il colpo fosse andato male, avrebbero dovuto rispondere anche di aggressione o tentato omicidio. Il procuratore e coordinatore della Dda di Genova, Michele Di Lecce, ha spiegato che sono al vaglio le dichiarazioni di Calevo e sono tutt’altro che esclusi altri arresti. Calevo, dal canto suo,ha fatto sapere che con gli investigatori ha ricostruito i fatti e che, adesso, toccherà a loro capire chi sono, effettivamente, tutte le persone coinvolte.  «Non ho idea di quante persone potevano essere, erano fasi concitate ed erano sempre coperti con passamontagna», ha spiegato».