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TERREMOTO EMILIA/ "Casa Lucciola": l'accoglienza non si ferma, ma c'è bisogno di aiuto

Foto Luciano Zanardini Foto Luciano Zanardini

“Gli specialisti – spiega Paola – svolgono un lavoro di base non negli ambulatori ma negli ambiti dove vivono i ragazzi, offrono un aiuto ai bambini mentre questi sono impegnati”. Ecco, allora, che il Centro (per i ragazzi è Casa Lucciola) si trasforma in un orto o in una serra da coltivare, in una cucina (la collocazione degli arredi è studiata ad hoc) dove preparare da mangiare o in una grande sala dove attorno al camino ci si incontra e si dialoga; non mancano i laboratori di sartoria, l’aula scolastica per studiare, la stanza dell’idroterapia o quella della psicomotricità.
La ristrutturazione complessiva della villa richiede un investimento di circa un milione e 200mila euro, una cifra considerevole che necessita di un intervento delle istituzioni ma anche dei privati. L’intervento è quanto mai urgente, basti pensare che i bambini, oggi, sono sistemati in uno spazio risicato di 150 metri quadrati e avrebbero bisogno di muoversi all’aperto ma si ritrovano con la faccia immersa nel fango. Serve uno scatto di generosità per portare avanti quello che nel 1995 sembrava solo un sogno e oggi, invece, è un aiuto concreto ai bambini e alle loro famiglie. 

 

(Luciano Zanardini)

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