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FABRIZIO CORONA/ Il fotografo latitante, mandato di cattura internazionale: forse è a Santo Domingo

Spiccato mandato di cattura internazionale per il fotografo latitante dopo la condanna a cinque anni di carcere. Secondo una segnalazione si troverebbe a Santo Domingo

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Fabrizio Corona potrebbe trovarsi a Santo Domingo. Lo dice un testimone che ha diramato una segnalazione. Il fotografo dei vip, dopo la conferma della condanna a cinque anni di reclusione per ricatto nei confronti dell'ex giocatore della Juventus Trezeguet è infatti latitante dallo scorso venerdì quando ha fatto perdere le sue tracce. Su di lui è stato spiccato un mandato di cattura internazionale all'Interpol. Secondo il pm che conduce le indagini Corona invece si troverebbe da qualche parte in Europa. Un caso che sta diventando intricato e anche pericoloso per lo stesso Corona che adesso con questa fuga rischia d'ufficio l'aumento della pena che con il cumulo delle precedenti potrebbe adesso sfiorare gli otto anni di carcere. A nulla al momento sono serviti gli appelli della sua famiglia che lo ha invitato a costituirsi tramite la voce del fratello. Ieri sulla sua pagina Facebook era apparsa una frase misteriosa: coming soon, torno presto. Il sito però è gestito dal suo staff. Il giorno prima era stata postata anche una poesia di un poeta giapponese che rifletteva sui problemi della vita e di come si possa diventare migliori una volta superati. Anche l'ex moglie Nina Moric lo ha invitato a scontare la sua pena: una occasione, ha detto, di sofferenza ma che lo potrà rendere una persona migliore. Come dicevamo, secondo la procura di Torino Corona si troverebbe all'estero in Europa ma adesso si aggiunge una segnalazione che invece lo vorrebbe a Santo Domingo nei Caraibi. Corona ha fatto perdere le sue tracce dopo essere uscito da una palestra in cui si trovava in zona corso Como a Milano lo scorso venerdì verso mezzogirono, uscendo da una uscita secodnaria. Si sta anche idnagando su chi potrebeb avergli fornito appoggio e aiuto per la sua fuga. Il fotografo si trovava già in affidamento ai servizi sociali di Milano per scornare precedenti pene: con sé non poteva portare documenti e passaporto. Ci si domanda come abbia potuto fuggire all'estero. Adesso il cumulo delle sue pene è salito a sette anni, dieci mesi e 17 giorni.