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BAGNASCO/ I valori non negoziabili sono liberi dai partiti

Pubblicazione:mercoledì 23 gennaio 2013

Angelo Bagnasco, presidente della Cei (InfoPhoto) Angelo Bagnasco, presidente della Cei (InfoPhoto)

E allora, Bagnasco torna all’essenziale, quello che negli articoli dei giornali che tratteranno del suo intervento verrà inevitabilmente trascurato, ma che ne è la scaturigine. “È la crisi della fede la questione delle questioni” dice realisticamente il Cardinale che Benedetto XVI ha voluto a capo della Chiesa italiana. E il resto delle sue parole vale la pena leggerle senza interruzioni.

“La crisi della fede. La sfida è sotto gli occhi di tutti. Ma non la si vince con semplici strategie pastorali o affinando i linguaggi della comunicazione diffusa. Il punto di partenza è che i credenti vivano di fede nella vita concreta. Quando la nostalgia di Dio rinasce, e con essa la gioia di viverlo e testimoniarlo, l’evangelizzazione diventa possibile. Il relativismo etico è, in realtà, l’effetto della perdita di orientamento che si produce quando Dio sparisce dall’orizzonte e l’uomo finisce per credersi misura di tutte le cose”.

“Imbattersi in persone credibili oltre che credenti è una testimonianza che parla a tutti, ovunque ci si trovi. Non basta dunque esserci. Occorre starci con ‘un punto di vista’ e con una coerenza personale che creano attenzione e rispetto, anche se non è possibile evitare, a volte, contestazioni e perfino persecuzioni. Sottrarsi al conformismo diffuso che porta a mimetizzarsi, e dare invece ragione della propria fede, con le sue implicazioni antropologiche, etiche e sociali, è chiesto oggi in una forma ancor più urgente. Se manca tale testimonianza, nessuna supplenza è possibile”. 

Nemmeno la supplenza, sembra dire Bagnasco, fatta da politici “cristiani”.

 



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