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CL & INCHIESTE/ Il giurista: se l'appartenenza è un reato, la Costituzione dice il falso

Pubblicazione:venerdì 25 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 25 gennaio 2013, 8.37

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Alle domande del cittadino comune non è dato rispondere con certezza. Che sia un fatto culturale, un pregiudizio diffuso, un teorema, uno stile personale o altro (fosse anche una connessione fondata) in fondo conta relativamente poco. Conta invece riconsiderare le proprie esperienze umane, chiedersi a chi uno appartiene e che cosa si aspetta dall’essere parte di una famiglia, di una classe, di un quartiere o di un popolo sui generis, come disse Paolo VI della Chiesa, e iniziare da lì un cammino che vada al fondo delle stesse, per ritrovare in esse traccia del proprio originale appartenere, tra le poche possibilità che ci restano, oggi, per guadagnare pace, equilibrio, senso del tempo e della storia e, perché no, anche un po’ di senso della misura. 

 



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COMMENTI
25/01/2013 - Unione europea e anomalia italiana (paolo intino)

Se c'è un'anomalia italiana, consiste proprio nella politica come "compromesso", cioè accordo tra diversi.Pluralismo.Esempi? Nel risorgimento, 1890, Crispi si inventò le IPAB e statalizzo organismi privati. Poteva fare di peggio ma non lo fece per la sua vecchia amicizia con Don Bosco.(da ragazzo si confessava da lui). Mussolini fece il Concordato, costretto a riconoscere una realtà "fuori " dallo Stato fascista; Togliatti fece l'amnstia nel 2° dopoguerra e salvò l'Italia (ed anche i suoi amici) da una guerra civile; Con mani pulite 92-93 è iniziata una nuova fase non compromissoria ma dittatoriale. Il "dictator" come dice il prof.Sapelli. Andiamo in Europa con le stesse modalità con cui fu fatta l'unità d'Italia, un dualismo stato-privato eterodiretto dalla finanza europea. Nessun complotto, pura registrazione di fatti. Chi ne fa le spese se non coloro che tra Stato e "mercato" vivono? Il popolo nelle sue articolazioni pluralistiche. Bisogna entrare in Europa difendendo la ns specificità. Chi meglio garnatisce questo nell'attuale fase elettorale?

 
25/01/2013 - CL & INCHIESTE (giuseppe gibilisco)

Condivido quanto scrive Lorenza e ritengo che Lei, altri costituzionalisti ed anche altri giudici e giuristi che collaborano sul Sussidiario possano ed a mio parere debbano con la loro autorevolezza scientifica e dottrinale ribellarsi pubblicamente a quanto viene scritto dal giudice. Se illecito v'è stato risponderà chi l'ha commesso, ma l'appartenenza "senza prezzo" non può essere ritenuta motivo causale di fatti che potrebbero costituire reato. Il silenzio dei media sul comunicato di CL e sulla portata anticostituzionale del provvedimento giudiziale non si può tacere.

 
25/01/2013 - abbastanza chiaro (paolo intino)

Cl non ha diritto ad esistere la Chiesa non può parlare alla coscienza dei cattolici (ma mica siamo deficienti!) la scuola non deve educare ma informare la famiglia è un sottoprodotto del potere ecclesiastico le associazioni...tutte a delinquere cosa rimane? la solitudine e il potere. coraggio!