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FABRIZIO CORONA/ Il fotografo latitante pensava a una fuga in Sudamerica, oggi il rientro in Italia (audio)

Dopo essere stato bloccato a Lisbona dopo una fuga di quattro giorni, Fabrizio Corona avrebbe voluto continuare la propria latitanza in Sudamerica. Lo riporta il sito di Tgcom24

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Fabrizio Corona avrebbe voluto continuare la propria latitanza in Sudamerica. Secondo quanto riportato da Tgcom24, infatti, l’ex fotografo dei vip che a breve verrà estradato dal Portogallo e condotto in Italia dove dovrà scontare la sua pena di 7 anni e 10 mesi di reclusione, dopo il suo viaggio in 500 avrebbe voluto continuare la propria fuga a bordo dello yacht di proprietà della famiglia Carvalho, la stessa che lo ha ospitato a Lisbona. Dal Portogallo trapela però che le autorità locali avrebbero convinto Lorenzo Carvalho, amico di Corona e giovane rampollo portoghese, a non aiutare la fuga di un ricercato. La famiglia lusitana, infatti, avrebbe poi contribuito all’arresto di Corona e proprio per questo non verrà indagata. Il fotografo dei vip, però, avrebbe però raggiunto volentieri il Sudamerica a bordo dello yacht privato dell’amico portoghese, così da far perdere le proprie tracce. Intanto sul sito Social Channel compare una nuova traccia audio in cui Fabrizio Corona ricostruisce la sua fuga iniziata venerdì scorso a Milano e conclusa a Lisbona: “Sono uscito di casa alla 10.30 – dice Corona in questo file audio - fuori casa ho incontrato tre poliziotti della Digos che mi aspettavano. Quella notte mi sono venuti a suonare tre volte: alle 3, alle 5 e alle 7.30 del mattino. Quando ho guardato in faccia il poliziotto sapevo già che mi avrebbero condannato prima della sentenza”. Corona afferma però di non aver “pianificato nessun tipo di fuga: mi sono recato in palestra, ho preso una macchina e sono andato a un appuntamento di lavoro”. Quindi, appena appresa “la sentenza, senza versare una sola lacrima, ho preso una decisione che mi ero preparato mentalmente una settimana prima perché io non scappo e non sono mai scappato. E guai a chi dice che io scappo perché le mie responsabilità me le prendo. Ho fatto quattro giorni di viaggio a 60 chilometri orari con una 500, non mi sono mai fermato e sono arrivato dopo quattro giorni di viaggio a Lisbona ieri pomeriggio”. E poi conclude: “Il tempo di studiarmi tutto quello che era successo in Italia, tutte le trasmissioni, tutto quello che hanno pubblicato, vedere soprattutto i fan che mi hanno aiutato, e poi mi sono consegnato alla polizia per pagare le mie pene qua e soprattutto per chiedere giustizia perché quello che mi hanno fatto è indecente. In Italia oltre a rischiare la galera a vita rischio anche la morte se dovessi finire in carcere”. Entrando nel Tribunal da Relação de Lisboa, Corona ha dichiarato di "essere pronto ad essere estradato". Dopo aver sbrigato le ultime pratiche burocratiche, farà ritorno in Italia, a Malpensa, alle 17.15 di oggi.