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LA STORIA/ Simona Atzori: Dio mi ha voluta senza braccia e io gli sono grata

Nascere senza le braccia non è più un handicap se si è accolti dall'amore di una famiglia. SIMONA ATZORI racconta in che modo la sua vita è sempre stata serena accettazione

Simona Atzori (InfoPhoto) Simona Atzori (InfoPhoto)

Accoglienza e sentirsi accettati sono le parole che ricorrono più spesso quando Simona Atzori racconta la sua vita. Nata senza entrambe le braccia, Simona con grande caparbietà ha dimostrato che in qualunque condizione è possibile vivere a fondo la propria esistenza: ballerina conosciuta in tutto il mondo, è anche pittrice. Dietro a tutto questo la presenza forte della mamma, scomparsa proprio la vigilia di Natale: "Dicono che se una persona muore la vigilia di Natale vuol dire che sta accompagnando la Vergine nella nascita di Suo figlio". Così Simona ha scritto in una bella lettera pubblicata dal Corriere della Sera. In una conversazione con Ilsussidiario.net, Simona rovescia quella posizione che spesso accompagna chi vive forti difficoltà nella propria vita: "Non mi sono mai chiesta con dolore perché Dio abbia voluto che proprio io nascessi così, senza le braccia, ma ho sempre pensato perché Dio invece mi avesse dato così tanto. Mi ha semplicemente disegnata così perché mi aveva in mente così". 

Dal modo con cui lei parla di sua madre, appare evidente una parola soprattutto: accoglienza, genitori che l'hanno accolta senza fermarsi alla diversità. Questo colpisce ancora di più in un tempo dove invece si vorrebbe anche decidere come saranno i figli prima ancora che vengano al mondo. 

La parola accoglienza è la base della nostra vita. Io credo che sia partito tutto da lì, dal fatto che la mia mamma ma anche il mio papà mi hanno accolta; e questo è qualcosa che, nel corso della mia vita, ha sempre fatto grandissima differenza. Mi sono sentita accettata. E' una parola altrettanto bella ma ha una sfumatura diversa perché presuppone uno sforzo, qualcosa di affermativo. Come dire: in qualche modo dobbiamo accettare qualcosa che non avremmo voluto o che comunque è difficile.

Qualcosa di comunque difficile: è stato così?

Sì, e lo ha sempre ammesso anche mia mamma, ma i miei genitori hanno sempre sentito che un figlio si deve accogliere a prescindere da ogni cosa, e questo per me è stato un atto d'amore molto grande e bello. Un amore che nella semplicità di come è stata espressa questa accoglienza è stato ancora più bello. Mi ha fatto sempre sentire amata e nel posto giusto. I miei genitori dovevano essere loro e così è stato.

Lei dice anche di essere stata scelta da sua mamma una seconda volta,  nel momento in cui, per la prima volta, l'ha presa tra le braccia appena nata. 

A me piace molto sottolineare questa scelta per la seconda volta. Mia mamma me lo ha sempre raccontato. La prima è quando, con mio padre, hanno deciso di avere un altro figlio; ma quando sono capitata io fra le loro braccia, mi hanno scelta una seconda volta. Non è una cosa scontata e non è neanche un giudizio per chi non lo fa. La mamma ci teneva a dirmelo, questo, perché ci possono essere anche persone che fanno una scelta diversa.

E' sempre la solitudine davanti alla difficoltà che provoca una non accettazione. 


COMMENTI
27/01/2013 - Il Grande Amore di Simona Atzori (Silvano Rucci)

Simona Atzori attraverso la Fede è riuscita eroicamente ad accettare la sua diversità. Questo ci fa comprendere quanto grande è l’amore ricevuto dai suoi genitori e dagli amici che la circondano. Simona fa parte dell’Armonia del creato ringraziando in ogni istante Dio Padre Autore della vita! Il suo è un Grande Amore!