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Cronaca

STRAGE USTICA/ La Cassazione: è stato un missile ad abbattere il Dc-9, lo Stato deve risarcire i familiari

La Cassazione si esprime sulla strage di Ustica accogliendo la tesi che il volo venne abbattuto da un missile durante uno scontro militare: lo Stato italiano deve risarcire i parenti 

I resti del volo abbattuto a UsticaI resti del volo abbattuto a Ustica

Dopo trentadue anni arriva una prima sentenza nel caso del volo Itavia precipitato al largo di Ustica causando la morte di 81 persone. La sentenza è stata pronunciata dalla Cassazione in sede civile e condanna lo Stato italiano a pagare un risarcimento a tutti i familiari delle vittime. Sentenza forte, ma non clamorosa, in quanto ormai da tempo si era appurato che la tesi di una esplosione interna (a causa di una bomba o di un guasto tecnico) diffusa sin dall'inizio del caso non era plausibile. La Cassazione accoglie dunque invece la tesi che il jet fu abbattuto da un missile militare, di cui al momento ancora non si può fornire la provenienza. Ma è certamente una svolta di peso. Lo Stato italiano viene condannato al risarcimento perché non ha saputo garantire l'incolumità, tramite controlli radar e militari, dei passeggeri che volavano quel giorno. Dunque nessuna accusa nei confronti dello Stato per aver deviato o nascosto la verità dei fatti, ma comunque una accusa grave. "E' in dubbio che le Amministrazioni avessero l'obbligo di garantire la sicurezza dei voli" dicono i giudici. Accreditata dunque la tesi che quel giorno nei cieli siciliani si svolse uno scontro di guerra tra aerei si presume francesi, americani e libici. Naturalmente in questo senso non esiste al momento alcuna prova, ma la sentenza viene comunque giudicata storica tanto che uno dei legali delle famiglie delle vittime, l'avvocato Daniele Osnato, si spinge a dire che dopo 32 anni giustizia è stata fatta. L'avvocatura generale dello Stato aveva cercato di controbattere la tesi sostenendo intanto che il disastro aereo si doveva considerare prescritto vista la distanza temporale dai fatti, e che comunque non si poteva imputare "l'omissione di condotte doverose in difetto di prova circa l'effettivo svolgimento dell'evento". Tra chi ha cercato di rpesingere l'ipotesi di risarcimento anche il ministero della difesa e quello dei trasporti. Ricordiamo che già il 14 giugno 2010 la Corte di appello di Palermo aveva accolto la decisione di risarcimenti ai familiari delle vittime approvando la tesi del missile.