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LA STORIA/ John Pridmore, il "buttafuori" di Dio: dalla malavita alla conversione

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John Pridmore  John Pridmore

Una notte divenni conscio di tutto questo, sentii una voce dentro di me ed era la voce di Dio. E' così che ho cominciato a cambiare la mia vita. Cominciai ad andare a dei ritiri e al primo cui partecipai, condotto da un prete, feci una cosa che non avevo mai fatto: mi confessai per la prima volta in 27 anni. Mi sentii completamente rinnovato dal sacramento e poi mi accostai al grande miracolo dell'Eucarestia, sapendo che lì è veramente presente Gesù. Ho cominciato anche a lavorare con Madre Teresa, che mi ha detto che dovevo ricominciare ad amare me stesso e gli altri. Così ho deciso di portare il messaggio di amore di Dio ai giovani, per aiutarli a non commettere gli stessi errori che avevo commesso io.

 

Cosa o chi altro l'ha aiutata in questo cambiamento di vita?

 

Credo le preghiere di mia madre, che mi hanno accompagnato in ogni giorno della mia vita e che mi hanno spinto a capire che Dio c'è, realmente. Questo è il vero punto di svolta della mia vita.

 

Qual è il cuore del messaggio che vuole portare agli altri?

 

Che Dio c'è, esiste per raggiungere ciascuno di noi. Dio ama ognuno di noi e vuole che viviamo una vita speciale e felice.

 

Il fattore ambientale, vivere cioè in certi quartieri, come alcuni dell'East End londinese, hanno un'influenza sul comportamento dei giovani?

 

A Londra ci sono molte bande di cui entrano a far parte i giovani e che poi possono portare al crimine organizzato. Per questo penso sia importante andare a parlare nelle scuole, per combattere il fondamentalismo che porta alle gang.

 

Qual è la sua opinione su certi fatti, come quelli recentemente accaduti nel quartiere di Tower Hamlet, dove la bande operavano in nome della sharia islamica?

 

Tutti i fondamentalismi religiosi sono pericolosi quando cercano di influenzare e sostituirsi alla legge che vige nel Paese. Perciò devono essere fermati. Non si può accettare che vi sia una legge che vige nel regno Unito e una che vale per Tower Hamlet.

 

Qual è la situazione generale a Londra?

 

Londra è una grande metropoli, sana e ricca, ma esistono anche zone in cui la criminalità è molto presente, anche quella organizzata. E' difficile, quindi, parlare di Londra in generale, occorre specificare di quali quartieri o zone si parla. Per esempio, Tower Hamlet è uno dei quartieri ad alto tasso di criminalità, e criminalità organizzata, ma altre zone di Londra ne sono completamente libere.

 

A Londra convivono molte culture diverse. Lei come vede questa convivenza?

 

Sì, a Londra vi sono molte culture diverse, ma io credo che possano convivere insieme e sono spinte a farlo. E' molto edificante vedere comunità diverse vivere l'una accanto all'altra, lavorare insieme, pregare insieme e cercare di incontrarsi. D'altro canto, questo è il vero spirito di una comunità, accettare le altre comunità e vivere nell'amore e nel rispetto.



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