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PAPA/ Anche Benedetto "contro i papà"

Pubblicazione:giovedì 31 gennaio 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 1 febbraio 2013, 10.56

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Se anche non ci si fosse messo Antonio Polito con il suo ultimo esercizio editoriale, negli ultimi 60 anni è rintracciabile sufficiente letteratura per ritenere valida la tesi esposta questa mattina da Benedetto XVI: “Non è sempre facile oggi parlare di paternità”. “Contro i papà” non è solo il titolo del volume scritto dall’ex giornalista-direttore-politico-editorialista alle prese con l’avventura saggistica sul terreno fangoso della sociologia relazionale, è anche il grido di battaglia di una intera generazione, il facile slogan di certa psicoanalisi da strapazzo e persino l’inconfessata ossessione dei geniali burocrati (imbevuti d’ideologia libertaria) che hanno pensato di annullare le differenze di genere schedando in A e B, oppure 1 e 2, gli incauti genitori di un’altrettanto inopportuno figlio. (forse asetticamente determinato come Y o 3). Viene da dire, ora anche il Papa? C’è poco da scherzare: come ben ha denunciato Ratzinger questa mattina, durante la sua abituale catechesi del mercoledì, è un tema che brucia talmente da ustionare. E non solo i neuroni di qualche analista demografico o di altri sociologi improvvisati. Famiglie a pezzi o che perdono pezzi, bilanci ininquadrabili, impegni di lavoro assorbenti e l’invasione degli ultracorpi mediatici e digitali  hanno reso problematico, se non impossibile, quel rapporto naturale e costruttivo dell’essere umano che è il  rapporto padre-figlio. E se la questione rimanesse confinata al piano sociologico qualche buona strategia potrebbe anche porvi rimedio. La faccenda è che investe non sono le relazioni orizzontali dell’uomo, ma anche quelle verticali. Detto in soldoni il rapporto con il cielo. Sì, perché si chiede il Papa, come è possibile presentare, immaginare, adorare e amare un Dio Padre se l’esperienza che noi abbiamo della paternità è quella frammentata, episodica, problematica, se non addirittura patologica che viene rappresentata, non senza una certa dose di compiacimento, da parte di tanti osservatori? Mancano modelli di riferimenti adeguati e la mente umana che funziona meglio per analogie, non arriva a concepire più Dio e la sua paternità.


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