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FOTO NEONATA/ E' davvero una vita per tutti quelli che cliccano "mi piace"?

Un dito che afferra la mano del chirurgo. È quello della piccola Nevaeh, nell’istante della nascita. La foto ha fatto, come spesso in questi casi, “il giro del mondo”. MADDALENA BERTOLINI

La foto della nascita di Nevaeh Atkins, diffusa in Italia da Repubblica La foto della nascita di Nevaeh Atkins, diffusa in Italia da Repubblica

Caro direttore,
è bella questa foto. Un colpo di fortuna, dicono i più, l’attimo fuggente colto in un click dall’obiettivo padre, quasi un salvataggio dal ventre della madre. È bello il bianco&nero, perché non si nota il sangue, la ferita aperta è edulcorata, un po’ sbiadita in un non-colore. Non è così importante poi sapere il nome della bimba (Nevaeh, statunitense) ma colpisce che sia stato proprio il papà a farla, presente all’intervento, a quanto pare su invito dello stesso medico. Ci dicono sia stata la mamma invece, a volerla pubblicare, a farla circolare come un seme felice.

Il web ne è stato subito invaso, anch’io sono stata invitata a mettere “mi piace”, la Repubblica la ha messa in primo piano; piace.

E, sì, come si potrebbe affermare il contrario?

“Guarda che bella, che emozione”, mi hanno scritto; oddio, sì, bella, ma è “a termine” oppure prematuro, sai..., chissà perché il cesareo... speriamo niente di grave..., mi è scattata la molla del lavoro, l’emergenza, la professione chiede spiegazione...

Forse ci sono “abituata”: quante volte in Sala Operatoria un bimbo passatomi svelto dal chirurgo, mi ha afferrato con la sua manina, mi ha gridato, mi ha fatto un getto di pipì in faccia... quante volte un bambino appena uscito dalla pancia della mamma, magari per un parto naturale, mi ha sorriso stringendomi il dito? Forse ci ho fatto il callo...

Eppure a ben guardarla anche a me si muove qualcosa nelle viscere, la tenerezza che si annoda al sentimento, il ricordo, reale, che emerge nella mente. 

E intanto anch’io sono presa dalla sua magia e chiamo mio marito, mio figlio, guarda, vedi, sapessi, è così che accade, è vero, è reale...

Un reale che invade la rete invisibile informatica, dilaga senza freni, ci allaga umanamente, silenziosamente. 

Non si sente alcun suono in quella foto: quel braccino che spunta, avvolto dal sangue e dalla plastica, la manina che, lo so, è un riflesso puramente neonatale, afferra... sembra che ci afferri direttamente il cuore.