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LA STORIA/ Emidio e Augusto, quell’Italia che non si arrende, tra un’orata e un wine bar

Pubblicazione:martedì 8 gennaio 2013

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Nel suo locale, tutto dice di un amore alla vita smisurato. La crisi? Vista da queste realtà, fa meno paura. E non solo perché locali come questi lavorano. Uomini come Marras o Assolari, sono persone che vale la pena incontrare, perché hanno qualcosa da dirci. Perché ricordano giganti di umanità come Riccardo Riccardi, conte di Santa Maria di Mongrando, che fino all’ultimo giorno della sua vita, volle condividere l’avventura del Club di Papillon, perché la vedeva come compagnia capace di dare senso anche a quella “malattia sanculotta” che, con la sua straordinaria ironia, diceva, aveva fatto sì che la sua “salute sapesse di tappo”. O come Giacomo Bologna, il re della Barbera. La forza di questi uomini? È la forza dell’amore



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