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SARAH SCAZZI/ La difesa di Sabrina Misseri: non fu strangolata ma impiccata

Pubblicazione:martedì 8 gennaio 2013

Processo Scazzi, foto InfoPhoto Processo Scazzi, foto InfoPhoto

Sarah non fu strangolata ma impiccata. A sostenerlo il consulente della difesa di Sabrina Misseri, cugina di Sarah accusata di omicidio, Paolo Arbarello, direttore del Dipartimento di scienze anatomiche, istologiche, medico-legali e dell'apparato locomotore dell'università La Sapienza di Roma. La ricostruzione da lui fatta in aula capovolge la teoria fino ad ora ritenuta unica da parte del consulente della pubblica accusa, il medico Luigi Strada, che viene accusato anche di aver portato avanti una autopsia non regolamentare. La nuova tesi vuole che la ragazza sia morta per impiccagione: certo il risultato non cambia ma apre nuovi dettagli. Impiccare una persona infatti prevede una messa in opera che fa pensare a un delitto portato avanti con studiata precisione, non quel gesto di rabbia improvvisa che si è sempre pensato fino ad oggi, sia da parte di Michele Misseri che da parte della figlia Sabrina. Misseri ha sempre sostenuto di aver ucciso perché quel giorno aveva mal di testa, la ragazzina lo stava infastidendo e di aver perso la testa. Sabrina invece viene accusata di aver agito per la rabbia che provava per gelosia nei confronti della cuginetta. Una impiccagione invece è gesto per più complicato ed è praticamente impossibile da mettere in atto da soli. Secondo il professor Arbarello le prove sarebbero un segno preciso sul collo del cadavere di Sarah che fa pensare tecnicamente all'impiccagione. Inoltre la morte sarebbe sopraggiunta dopo circa cinque minuti e non dopo due come sostenuto da Strada. Arbarello poi lamenta che durante l'autopsia non sia stato fatto un un prelievo del contenuto gastrico. Ecco quanto ha poi detto in aula: "Non concordo con quanto affermato dal professor Strada, il quale ha sostenuto che la mancanza di ulteriori lesività della struttura del collo sta a significare che la vittima sia deceduta rapidamente nell'arco di due-tre minuti. Ulteriori lesività sono impossibili da vedere con il processo di macerazione del corpo immerso in acqua. L'azione omicidiaria, anche se non è un elemento importante, secondo il mio parere è durata almeno quattro-cinque minuti".


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