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STATO-MAFIA/ Martelli: Pisanu tace precise responsabilità politiche

Pubblicazione:mercoledì 9 gennaio 2013

Beppe Pisanu (InfoPhoto) Beppe Pisanu (InfoPhoto)

Su Mannino “pende ora una richiesta di rinvio a giudizio per il reato aggravato di minaccia ad un corpo politico, amministrativo e giudiziario. Analoga richiesta, ma per un periodo diverso, pende su Marcello Dell'Utri. Occorre anche ricordare che Nicola Mancino, ministro dell'Interno dal giugno 1992 all'aprile 1994 è stato indicato, per sentito dire, dal pentito Brusca e da Massimo Ciancimino come il terminale politico della trattativa. Il primo lo indica stranamente associandolo al suo predecessore Rognoni che, peraltro, aveva lasciato il ministero dell'Interno nel 1983, nove anni prima dei fatti al nostro esame; il secondo è un mentitore abituale”. 

Mancino è apparso addirittura “a tratti esitante e perfino contraddittorio. La Procura di Palermo ne ha proposto il rinvio a giudizio per falsa testimonianza. Le posizioni degli ex ministri Mannino e Mancino sono ancora tutte da definire in sede giudiziaria: una semplice richiesta di rinvio a giudizio non può dare corpo alle ombre. È doveroso aggiungere che l'on. Mannino è uscito con l'assoluzione piena da un precedente processo per concorso esterno in associazione mafiosa. Formalmente la trattativa si concluse nel dicembre 1992 con l'arresto di Vito Ciancimino”.

Poco dopo, esattamente il 15 gennaio 1993, fu arrestato invece il capo dei capi, Totò Riina. “Se i due arresti fossero riconducibili in qualche modo alla trattativa, - si chiede dunque Pisanu - quale sarebbe stata la contropartita di Cosa nostra? La mancata perquisizione del covo di Riina e la garanzia di una tranquilla latitanza di Provenzano che, proprio per questo e per prenderne il posto, avrebbe venduto il suo capo? E alla fin fine, quale sarebbe stato il guadagno dell'astuto mediatore Vito Ciancimino? Allo stato attuale della nostra inchiesta, non abbiamo elementi per dare risposte plausibili”, conclude quindi Pisanu. 

 

(Claudio Perlini) 



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COMMENTI
09/01/2013 - il lupo perde il pelo ma non il vizio (carlo precetti)

pisanu resta pisanu.