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FERRARA vs. PAPA/ Francesco spiazza gli atei devoti (e i cattolici) alla ricerca del Nemico

Giuliano Ferrara (Infophoto) Giuliano Ferrara (Infophoto)

Non si tratta dell'improvvisa rivincita del cattolicesimo democratico, sepolto dal cardinal Ruini nell'italica primavera del 2005, e nemmeno della semplice mondializzazione di un'istituzione troppo italianizzata per poter pretendere di guidare il pianeta all'incontro con Cristo, si tratta piuttosto del riaffermarsi di quel pluralismo insito nel cattolicesimo fin dal giorno dopo della Resurrezione quando Pietro, Paolo, Giacomo e Giovanni non erano solamente quattro nomi, ma l'epifania di quattro sensibilità molto diverse tra loro che, tutte insieme, esprimevano la novità dirompente introdotta da Dio nella storia.

Pretendere di uniformare il cattolicesimo ad un blocco monolitico significa resuscitare Ario, seppellire la Trinità e ridurre il Corpo Mistico a organizzazione militaresca. Nella Chiesa non ci sono solo io, le mie idee e la mia sensibilità: la Verità ha un genere, ha un numero, ha un caso, è – insomma – declinabile per mezzo della mia povera umanità. Tutte le volte che il cristianesimo ha provato a seguire la strada dell'omologazione ha sempre dovuto legarsi ad un potere terreno per reggere il contraccolpo degli eventi, finendo per assimilarne le sorti e i dinamismi. Papa Francesco questo lo sa bene: mai come in America Latina, infatti, la Chiesa ha rischiato più volte, fin dall'epoca della spartizione tra spagnoli e portoghesi, di strizzare l'occhio ad un potere definito e di seguirlo, quindi, nella sua parabola di gloria e di polvere.

Quattro Vangeli, una decina di riti, centinaia di diocesi (che i Padri chiamavano tranquillamente Chiese) stanno lì a testimoniarci che il cattolicesimo o è plurale o non è, che dopo il poeta polacco e il teologo tedesco, il pastore latino-americano non è un infedele o "uno che non ha capito bene", ma soltanto un altro uomo che si avvicenda alla guida della Chiesa in un momento in cui è urgente, anzitutto, una riforma pastorale e spirituale della stessa Istituzione. Questa riforma è necessaria proprio perché la Chiesa è "movimento" non "moloch" sempre identico a se stesso. Senza una simile opera, oggi drammatica e urgente, domani non ci sarà nessun pastore teologo che potrà ancora rioffrire al mondo il tesoro bimillenario di una ragione esaltata dalla fede e baluardo di civiltà per tutto il genere umano. L'ospedale da campo di Francesco è una delle legioni della Schiera Angelica di Giovanni Paolo, ma è anche uno degli spazi dove la Cattedra Razionale di Benedetto ha bisogno di sostare per diventare ancora più solida e credibile.

Questa continua guerra fra cristiani, questo continuo vociare di profeti improvvisati, questa perenne pretesa di rilasciare patenti di cattolicità da parte di chiunque non solo è scandalo per molti, ma è una tentazione che il maligno offre a tutti coloro che desiderano possedere e non seguire la Verità. 


COMMENTI
01/10/2013 - titolo (luisella martin)

Chi sono gli atei devoti? Perché Papa Francesco ricercherebbe il Nemico? Chi sarebbe questo nemico con la lettera maiuscola? Le coscienze hanno bisogno di essere evangelizzate? L'idea di avere una coscienza quotidianamente evangelizzata da preti, teologi, vescovi e papi mi fa inorridire. Mi spiace per Ferrara e per altri giornalisti che, a differenza di Ferrara, si dicono cattolicissimi, ma secondo me questo Papa, spiazza soprattutto un certo tipo di giornalisti intellettuali.