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ALITALIA/ Arrivano le Poste Italiane in soccorso: domani il consiglio di amministrazione

Le Poste Italiane come ultimo salvagente per Alitalia, ormai a un passo dal commissariamento (e dal passaggio nelle mani della compagia di bandiera francese). Le trattative proseguono fitte

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Le Poste Italiane come ancora di salvezza per Alitalia, ormai a un passo dalla bancarotta (e al passaggio ad Air France). Il tempo è sempre meno e il rischio di fallimento è cosa grave e possibile, ma oggi è saltata fuori una nuova, disperata, possibilità per risanare la compagnia di bandiera italiana. Qual è l’identità dei finanziatori? Le Poste Italiane, che – stando a quanto trapelato –si sarebbero rese disponibili a sottoscrivere per 75 milioni l'aumento di capitale, rilevando una quota del 10-15% della compagnia. E non è finita qui: si starebbe fittamente lavorando anche per coinvolgere nell’affare altre aziende statali. I soldi stanziati dallo Stato sono però condizionati da un impegno diretto con soci privati; Atlantia dei Benetton, l'Immsi di Roberto Colaninno e IntesaSanpaolo si sarebbero resi disponibili. Se si potesse concretamente fare affidamento su questi innesti economici, Unicredit e la stessa Intesa potrebbero sbloccare i finanziamenti che salverebbero Alitalia da quel commissariamento che sembra quasi inevitabile.

Vito Riggio, numero uno dell’Enac (l'Ente per l'aviazione civile) lancia l’allarme ai microfoni di Sky Tg 24: “Si stanno valutando gli indici di regolarità e al momento sono buoni, anche se la situazione è difficile. O arriverà il via libera a una manovra finanziaria da 500 milioni, di cui 300 come aumento di capitale e 200 di prestiti dalle banche o la compagnia si ferma” l’inequivocabile monito. Quindi, senza l’approvazione del piano economico che sarà discusso nel consiglio d’amministrazione di domani, gli aerei della compagnia corrono seriamente il rischio di rimanere a terra.

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