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DELITTI DI MAFIA/ Tutti gli indizi della rinascita di Cosa Nostra

Bernardo Provenzano Bernardo Provenzano

E’ la stessa domanda che si stanno facendo i magistrati della Procura di Caltanisetta che indagano sulla vicenda. Negli ultimi anni Cosa Nostra è stata fortemente indebolita e i suoi capi sono in carcere. A essere ancora molto attiva è la cosiddetta mafia affaristica, che è presente anche fuori dalla Sicilia e in particolare a Roma e a Milano. Nel momento in cui l’ultimo corleonese, Matteo Messina Denaro, è ancora latitante, l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia getta un’ombra molto negativa su pezzi dello Stato e su soggetti che lavoravano nelle istituzioni. Per Cosa Nostra potrebbe essere quindi il momenti per dare un segno di vitalità e soprattutto per parlare a nuovi interlocutori.

 

Quanto hanno influito i cambiamenti politici in atto su questa nuova vitalità della mafia?

Purtroppo su Cosa Nostra noi sappiamo le cose solo dopo che sono avvenute, è troppo complicato capire e decodificare la realtà esattamente come sta. Anche perché si tratta sempre di movimenti sotterranei, segreti e clandestini animati da una natura criminale. Se in questo momento Cosa Nostra sta riprendendo forza, rispetto alla ‘Ndrangheta calabrese o a pezzi della Camorra napoletana, la mafia siciliana è sicuramente indebolita. Non c’è dubbio però che continuino a esistere una serie di relazioni tra esponenti delle istituzioni e boss in galera, latitanti o emergenti.

 

Secondo lei dietro la frase di Totò Riina, “la Juventus è una bomba”, ci sarebbero degli inquietanti messaggi in codice?

In effetti non sappiamo che cosa ci sia dietro questa frase che insospettisce gli inquirenti. E’ evidente che occorrerà fare un’analisi più approfondita, speriamo che le indagini riescano a chiarire molto di più.

 

(Pietro Vernizzi)

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