BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

DIVORZIO E CHIESA/ Dalla Germania: mons. Zollitsch cerca lo scisma per piacere ai salotti

Infophoto Infophoto

E se è vero che, come capita a chiunque, uscendo fuori di casa si può incorrere in un incidente, "preferisco mille volte di più una Chiesa incidentata che ammalata". La malattia tipica della Chiesa – continua – è l'autoreferenzialità, è rimanere ripiegati su sé stessi. Il Papa parla di "narcisismo che conduce alla mondanità spirituale e al clericalismo sofisticato" e non consente sperimentare la "dolce e confortante allegria dell'evangelizzare". 

Con ciò però papa Francesco non vuole né può rinnegare ciò che nel documento Joseph Ratzinger è espresso con il rinvio al numero 84 della Familiaris consortio, che non è certo espressione di "mondanità spirituale" o di "clericalismo sofisticato", e in cui Giovanni Paolo II affermava che il sacramento della confessione può essere permesso solamente alle persone che avessero ferma volontà ad "una disponibilità autentica di condurre una vita che non sia più in contrasto con l'indissolubilità del matrimonio".

Né nel Vangelo né nella dottrina della Chiesa si troverà mai una parola in cui misericordia e verità si possono contraddire – e su questo punto la lettera del divorziato è molto chiara: la misericordia è un cammino nella verità e non bastano nuove leggi per risolvere le ferite causate dalla fine di un amore, che si è voluto indissolubile. Nella lettera del divorziato sono già espressi alcuni problemi concreti e legittimi che il documento di Friburgo potrebbe sollevare, per esempio nella persona che è stata lasciata e che non si è risposata. Il documento di Friburgo però non si trova "sul filo del rasoio di ciò che la chiesa insegna" (lettera del divorziato, pagina 1); non è neppure un tentativo di tenere conto della nuova situazione odierna, in cui tanti matrimoni celebrati non corrispondono per nulla alla dottrina della Chiesa e per questo sono nulli (è certamente necessario spiegare ai cristiani più precisamente la possibilità canonica della dichiarazione di nullità del matrimonio), ma la contraddice espressamente.

Quel documento infatti si muove nello spirito del famoso memorandum del 2013 in cui molti sacerdoti della stessa diocesi si sono messi in conflitto aperto, su questo tema, con la dottrina cattolica e con papa Benedetto XVI. Ciò che è in gioco è il senso dell'indissolubilità del matrimonio (o per lo meno la sua possibilità di comunicarlo in modo credibile), come dice lo stesso divorziato nella sua lettera.