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ERICK PRIEBKE/ L'ultima intervista: non mi pento, sono rimasto fedele a me stesso

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Erick Priebke (Infophoto)  Erick Priebke (Infophoto)

A poche ore dalla morte della Erick Priebke, ex agente SS tra i responsabili per l’eccidio delle fosse Ardeatine, arrivano le prime indiscrezioni sul contenuto dell’intervista-testamento rilasciato dallo stesso ex capitano tedesco. A diffondere i primi stralci del documento è stato il suo legale Paolo Giachini: due firme sul testamento di Priebke, una sulla prima pagina e una sull’ultima. “ Non c’erano camere a gas nei campi di concentramento (…) ma solo immense cucine. A guerra in corso gli alleati hanno cominciato a produrre false prove sui crimini del Reich”, scrive Priebke. La maggior parte del testamento si concentra sull’olocausto e sulla condizione degli ebrei in generale dai primi del novecento fino alla Soluzione Finale. “Ancora oggi, se ci riferiamo alle persone più ricche del mondo, possiamo constatare che la maggior parte di loro sono ebrei”. E ancora: “La primi volta che ho sentito cose simili – dichiara l’ex capitano tedesco riferendosi ai crimini di guerra nei confronti degli ebrei – la guerra era finita ed io mi trovavo in campo di concentramento inglese. Rimasi allibito, non potevo credere che erano state costruite delle camere a gas per sterminare uomini, donne e bambini. Anche se eravamo tutti parte delle SS, nessuno di noi aveva mai sentito parlare di cose simili.” L’intento di Priebke è quello di cercare di salvare la faccia e la dignità del suo popolo di fronte allo scempio di cui la Germania nazista sotto il comando di Hitler è stata responsabile. Erick Priebke accusa soprattutto gli Stati Uniti nell’intervista, in quanto artefici principali della “farsa” del processo di Norimberga dato che - suo dire – “la maggior parte delle prove sono state fabbricate dagli alleati.” Infine dice di rimanere fedele ai suoi ideali di sempre anche se, dice, il nazionalsocialismo è finito con la sconfitta e oggi non avrebbe più senso. 



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