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IMU/ L'Italia aspetta una telefonata di Papa Francesco, dice Marco Politi

Pubblicazione:venerdì 11 ottobre 2013

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Su Il Fatto Quotidiano di oggi Marco Politi scrive un articolo in cui chiede che il Papa telefoni a Bagnasco chiedendogli che la Chiesa paghi l'Imu per i beni di sua proprietà, i famosi beni ecclesiastici. Viene dunque tirata fuori nuovamente una polemica che si credeva finita per sempre dopo i tanti chiarimenti da parte ecclesiastica e governativa. Per Politi invece siamo ancora davanti a uno scandalo troppo grande, quello delle imprese di proprietà ecclesiastica che fanno profitto. E' una evasione fiscale, dice, favorita dalla collusione dei governi, da Berlusconi a Monti a Letta. Uno scandalo, aggiunge, tanto più grande perché questo Papa secondo Politi ha inaugurato un clima dove la Chiesa deve essere povera per i poveri. Una cosa buona dice, ma intanto coloro che in Italia pagano il fisco per le loro attività imprenditoriali sarebbero contenti se lo facesse anche la Chiesa, quando ha dei beni e degli immobili da cui ricava profitto e che non pagano l'Imu. Lussuose stanze d'albergo in edifici religiosi, dice, coperte da una intollerabile immunità. Ricorda Polito che l'Unione europea aveva obbligato Monti a distinguere tra quelle parti di edificio religioso destinate al no profit e quelle invece a profitto. Invece Monti nel 2012 non applicò la regola e nel 2013 nessuno si è ricordato di metterla in pratica. Insomma Polito chiede a Papa Francesco la stessa determinazione che lo ha fatto agire in merito alla banca vaticana  e con un colpo di telefono "facesse capire che è finita l'era delle furbizie clericali". Ovviamente un discorso complesso di cui nell'articolo in questione si prende in esame una parte molto parziale.



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