BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

AMANDA KNOX/ Il suo sangue sul coltello: perizie da ripetere?

Stando alle indiscrezioni, la traccia sul coltello (ritenuto dagli inquirenti l'arma del delitto) corrisponderebbe al codice genetico di Amanda Knox. Si attendono i risultati ufficiali

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Secondo le prime indiscrezioni che filtrano da ambienti investigativi, sembrerebbe che ci sia il Dna di Amanda Knox sul coltello sequestrato a casa di Raffaele Sollecito e considerato dall’accusa l’arma del delitto di Meredith Kercher. Il coltello è sotto analisi al centro Ris di Roma – su incarico della Corte di Firenze – per verificare proprio quella traccia trovata e finora non esaminata; ci sarebbero gli elementi da  far ipotizzare la presenza del sangue della Knox.
Gli esami sull’oggetto incriminato sono iniziati giovedì e sono proseguiti per tutta la giornata di ieri, sotto la supervisione dei legali delle due parti in causa. Non si tratta ancora di un esito definitivo: sono previsti infatti nuovi accertamenti. Al termine di tutta la procedura i risultati verranno messi nero su bianco  in una perizia, che dovrà essere consegnata entro la fine di ottobre per essere infina discussa in aula il 6 novembre, data della prossima udienza. 
La traccia venne individuata per la prima dagli esperti nominati nel processo d’appello a Perugia, ma non fu sottoposta ad un’ulteriore analisi in quanto  ritenuta una quantità così piccola da non poter garantire risultati affidabili. In un secondo momento però i periti chiamati in causa dei giudici di secondo grado ritennero corretta l’individuazione del Dna della Knox sul manico del coltello ritenendo comunque il tutto cosa normale, visto che Amanda all’epoca era fidanzata con Sollecito e quindi utilizzava le sue posate in cucina. Infine, dopo l’annullamento per mano della Cassazione delle assoluzioni di Raffaele Sollecito e Amanda Knox, nell’appello bis in corso a Firenze, i giudici hanno richiesto una nuova perizia al Ris di Roma, chiedendo loro di verificare se se la traccia innanzitutto fosse fosse analizzabile e, nel caso, se fosse riconducibile alla vittima o a Rudy Guede (già condannato a 16 anni di reclusione). Ma gli elementi emersi, come detto, indicherebbero la presenza di materiale genetico della ragazza di Seattle. Per il momento non vi è stato alcun commento da parte dei difensori degli imputati, che attendono di sapere prima i risultati ufficiali, ma una rivelazione di questa portata, anche se forse non decisiva dal punto di vista investigativo, potrebbe mettere in discussione le precedenti perizie.

© Riproduzione Riservata.