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IL FOGLIO vs PAPA/ C'è un legame "scomodo" tra Wojtyła, Ratzinger e Bergoglio

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Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Dopo questi due Maestri e proprio grazie al tesoro di credibilità che hanno costruito era necessario qualcuno che affrontasse l’indifferenza della città secolare, recuperando tutto l’universo rimasto fuori dalle chiese, nelle strade della città laica e disincantata. Francesco così diviene effettivamente il pastore che, abolendo le distanze, esce e va alla ricerca di quanti si sono smarriti, inaugura processioni da San Giovanni in Laterano a Santa Croce, si inchina alla Madonna di Fatima ed è, permanentemente, sul sagrato di una piazza eternamente gremita. Dopo la vigoria profetica di Giovanni Paolo II e la luminosità teologica di Benedetto XVI è il turno della bontà accogliente di Papa Francesco. Ed il mondo, sorpreso da trent’anni da una Chiesa che avrebbe dovuto inabissarsi in un deserto di indifferenza, come avviene in non poche periferie avanzate dell’Europa contemporanea, si ritrova invece a fare i conti con una centralità ed una visibilità mai viste prima.

Ovviamente Francesco non può presentarsi senza che, in qualche modo, si profili all’orizzonte una domanda, una richiesta quasi provocatoria ad esserci, una sfida a misurarsi con quegli stessi interrogativi che la modernità è costretta a lasciare irrisolti. L’immagine dell’ospedale da lui recentemente sollevata, svela proprio quella modernità ferita e in ricerca, la cui presenza giustifica la sua missione pastorale. È infatti solo a questa condizione che è possibile e ragionevole scendere, anche fisicamente, dall’automobile per abbracciare, salutare, scrivere lettere, telefonare. Se McLuhan aveva preannunciato il “villaggio globale” non c’è nulla di più coerente di un Papa che percorre questo stesso villaggio con l’incedere affrettato del parroco che ha fretta di incontrare “i suoi”. La condizione è proprio che questo villaggio riconosca ed ammetta il vicolo cieco nel quale vive. “Anche noi non credenti – dichiarerà Scalfari intervistando Papa Bergoglio – sentiamo questa sofferenza quasi antropologica”.

E’ sulla riflessione intorno a quest’evidenza che avviene l’incontro tra due uomini, dove ciascuno ha dichiarato le proprie generalità e la propria identità. Se il primo afferma di credere nell’Essere inteso come “un tessuto di energia” ed il secondo in Dio, nella lettera del 4 settembre a Scalfari, Papa Francesco aveva scritto: “La fede, per me, è nata dall’incontro con Gesù. Un incontro personale …., ma che è stato reso possibile dalla comunità di fede in cui ho vissuto … Senza la Chiesa, mi creda, non avrei potuto incontrare Gesù”.

Papa Francesco sta qui presentando una dinamica di riconoscimento che è tutt’altro che un percorso puramente intellettuale, ma la conseguenza di un incontro che matura all’interno della Chiesa. Senza la presenza di quest’ultima, senza un incontro con la Chiesa viva, la strada di accesso alla Verità sarebbe molto più impervia. Ce n’è abbastanza per riaffermare tutta l’importanza e la consistenza della Chiesa vivente ed è questa la strada per recuperare ogni differenza vera o presunta.



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COMMENTI
15/10/2013 - Perchè? (alcide gazzoli)

A leggere gli articoli del Foglio - ma non solo - ad opera di studiosi cattolici e laici, vien spontaneo chiedersi (escludendo l'ignoranza di dottrina ) cosa induca all'errore cosi evidente?: non vedere l'autenticita cristiana di questo splendido Francesco cosi fusa e all'unisono con Benedetto XVI. E' sempre -temo- una questione di potere: non si puo dire che questo papa sia di destra....e neanche di centro-destra...e allora a cosa serve? se non si puo usare per fare la battaglia della parte - anzi - se la mette in crisi, come sta facendo, non va bene...

 
14/10/2013 - Continuità nella novità (Luigi PATRINI)

C'è una continuità incredibile tra tutti gli ultimi Pontefici che abbiamo conosciuto: da Giovanni XXIII a Francesco. Forse lo Spirito Santo, che li sceglie, è proprio come lo scriba di cui parla il Vangelo: Ed egli disse loro: “Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche”. (Mt. 13, 52)

 
14/10/2013 - W il Papa (claudia mazzola)

Io credo che la scelta dello Spirito Santo su Papa Francesco non abbia argomenti a sfavore. Ogni momento ha il suo Pontefice.