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Cronaca

IL CASO/ Giussani (Banco Alimentare): dopo Grecia e Bulgaria, l'Italia è il paese più povero

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Finora ha ascoltato molto. Perché noi come associazioni ci siamo resi molto presenti attraverso il comitato Insieme per l’aiuto alimentare che, oltre al Banco Alimentare, raggruppa altre centrali caritative come la Caritas, la Croce Rossa, la San Vincenzo, ecc. Molto ottimisticamente ipotizziamo che nella legge di stabilità venga inserita una voce relativa ai sussidi per la povertà alimentare. Che integrerebbero le risorse che arrivano dall’Europa.

 

Per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione avete organizzato un convegno che celebra il decennale della Legge del Buon Samaritano. Di cosa si tratta?

Di una legge, unica in Europa, che da dieci anni consente di recuperare alimenti freschi e cibo cucinato da mense, ristorazione e catering, e i prodotti ortofrutticoli dalla grande distribuzione alimentare. Grazie a questa legge il Banco Alimentare ha potuto dar vita al progetto Siticibo. Ma non sarà solo la celebrazione di un anniversario, ancorché importante.

 

Bensì?

 Il motivo che ci sta più a cuore è diffondere una norma che ha un grande pregio: quello di essere semplice, perfino breve nell’enunciazione e applicabile immediatamente. Una volta tanto l’Italia brilla per non aver complicato una cosa semplice, che prima era vietata: il recupero delle eccedenze. Per questo abbiamo invitato esponenti stranieri perché vorremmo che diventasse un’indicazione per tutta l’Europa.

 

Vi state preparando alla giornata della Colletta nazionale? Ci saranno novità quest’anno?

Quest’anno la Colletta si farà sabato 30 novembre. È il gesto di sempre, quindi una grande occasione per donare una spesa ai poveri. Quest’anno sono aumentati ancora i punti vendita che hanno aderito all’iniziativa perché vorremmo che la Colletta diventasse anche un momento di risultato per venire in soccorso alla crescita di povertà di cui parlavamo all’inizio. Lo slogan infatti è Emergenza Alimentare Italia.

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