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Cronaca

IL CASO/ Giussani (Banco Alimentare): dopo Grecia e Bulgaria, l'Italia è il paese più povero

Gli enti sussidiari come il Banco Alimentare sono a rischio, e insieme a loro anche le persone e le strutture caritative che ricevono gli aiuti. Ne abbiamo parlato con ANDREA GIUSSANI

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Sono saliti a 4 milioni gli italiani a rischio di povertà alimentare. In tre anni e mezzo il dato è cresciuto del 25%. E anche in Europa siamo tra i paesi più esposti: dietro di noi in graduatoria ci sono solo Grecia e Bulgaria. Come se non bastasse a fine anno gli aiuti dell’Unione europea caleranno drasticamente. Se da un lato aumentano le persone in difficoltà dall’altro gli sprechi di derrate alimentari non accennano a diminuire. Per fare il punto mercoledì 16 ottobre, Giornata Mondiale dell’Alimentazione, la Fondazione Banco Alimentare onlus ha organizzato un convegno in cui verranno illustrati i risultati di dieci anni di lotta allo spreco ottenuti grazie alla legge del Buon Samaritano che è stata promossa da Cecilia Canepa e dalla Fondazione. “Non sarà una celebrazione – spiega in questa intervista Andrea Giussani, Presidente della Fondazione Banco Alimentare -. Il motivo che ci sta più a cuore è diffondere una norma che ha un grande pregio: quello di essere semplice, perfino breve nell’enunciazione e applicabile immediatamente. Una volta tanto l’Italia brilla per non aver complicato una cosa semplice, che prima era vietata: il recupero delle eccedenze. Per questo abbiamo invitato esponenti stranieri perché vorremmo che diventasse un’indicazione per tutta l’Europa”. Intanto si avvicina anche la Giornata della Colletta nazionale che “quest’anno vorremmo diventasse anche un momento di risultato per venire in soccorso alla crescita di povertà. Lo slogan infatti è Emergenza Alimentare Italia”.

La povertà in Italia è aumentata?

Tre anni e mezzo fa l’Agea (Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura, ndr) calcolava che in Italia le persone a rischio di povertà alimentare fossero circa tre milioni. Oggi, sempre secondo l’Agea, sono quasi 4 milioni. Che significa un aumento del 25%. Una cifra spaventosa. E anche l’Istat, calcolando il rischio povertà in Italia e collegandolo ai dati Eurostat, dice che siamo al terzo posto nella graduatoria dei paesi europei più esposti, seguiti solo da Grecia e Bulgaria. Il rischio è che la povertà alimentare, l’ultima povertà, si trasformi molto rapidamente, se prolungata nel tempo, in rischio sociale. Le faccio un esempio.

Prego.

Settimana scorsa, un negozio di Torino ha annunciato che avrebbe messo in vendita polli arrosto a mezzo euro. Non so se come forma pubblicitaria o di caritativa, o tutte e due assieme. Sta di fatto che la coda di persone ha cominciato a formarsi prima che il negozio aprisse. A un certo punto si è sparsa la voce che i polli non sarebbero bastati per tutti. Subito sono scoppiati tafferugli ed è dovuta intervenire la polizia. Di questo probabilmente c’è scarsa percezione. In giro si sentono molti discorsi, tutti veri per carità, sul fatto che oggi ci sono più poveri tra gli italiani che tra gli extracomunitari. Il quanto tuttavia è poco percepito.

Eppure lo spreco di generi alimentari continua ad essere elevatissimo, no?