BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL FOGLIO vs PAPA/ Magatti: quella cattiva tentazione di separare carne e spirito

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Papa Francesco (Infophoto)  Papa Francesco (Infophoto)

Oltre a mancare del tutto il senso delle proporzioni − per cui Francesco starebbe tradendo la Chiesa e conducendola alla sua disfatta − questa tesi è improponibile sullo stesso terreno sul quale pretenderebbe di porsi. E cioè l'analisi storico-critica del tempo che viviamo.

Tra  Ratzinger e Bergoglio ci sono certamente tante differenze. Vogliamo dire discontinuità? Sì certo, umane prima di tutto. Ma tra i due − che continuano a vedersi e a parlarsi − c'è una sostanziale continuità a partire dal fatto che Francesco diventa inaspettatamente Papa dopo la drammatica − ma ben meditata − decisione di Benedetto XVI di ritirarsi. Cosa significa ciò?

Significa che Bergoglio ha la responsabilità di raccogliere il testimone che Ratzinger consapevolmente ha capito di dover passare. 

Proprio perché il suo magistero è stato così elevato dal punto di vista culturale − tanto che suoi frutti matureranno solo col tempo − Benedetto si è reso conto che era necessario associare, al suo potente sforzo intellettuale, la dimensione più concreta della testimonianza. Come egli stesso ha più volte ripetuto. Senza sapere chi e come avrebbe potuto raccogliere questa delicata eredità.

Bergoglio, fin dalla scelta del nome, ha cominciato a corrispondere, con l'originalità della sua persona, a quanto indicato dallo stesso Ratzinger.

L'esigenza della testimonianza si pone ad un duplice livello.

Il  primo è quello ecclesiale. In tema di fede nessuna parola può essere sufficiente per l'uomo contemporaneo (ma non solo) senza la sua incarnazione. E questo vale prima di tutto per la Chiesa che annuncia non se stessa ma il Vangelo. Francesco ha ricevuto il compito di sanare le piaghe della Chiesa, a partire dalla curia romana. Quella curia che tanto male ha fatto al pontificato di Ratzinger. Si può discutere delle scelte di Francesco. Ma non sul fatto che egli non stia dando seguito al mandato ricevuto da Benedetto XVI.

Ma c'è di più. Con uno sgradevole sarcasmo, la polemica si attesta sull'immagine usata dal Papa nell'intervista a Civiltà Cattolica, quando parla di una Chiesa come di "un ospedale da campo". E giù a dire che la scelta preferenziale per i poveri era proprio quello che la modernità malata di oggi più gradisce perché in questo modo ha di nuovo campo libero per il proprio strapotere. Ma, viene da chiedersi, si è capito di cosa si sta parlando?  

È qui, infatti, il secondo livello su cui si pone la sfida della testimonianza. Che cosa deve testimoniare la Chiesa oggi? Di una salvezza che questo mondo − con tutta la sua protervia tecnocratica e la sua gaudente leggerezza soggettivistica − non può dare. E che non la possa dare nemmeno dal punto di vista storico si è incaricata la crisi di mostrarlo. 



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >


COMMENTI
16/10/2013 - Ferrara vero gesuita? (Valentina Timillero)

Quella della lettrice Franca Negri cos'è, una excusatio non petita? Giornale cattolico? Nemmeno questo lo è mi pare, nel senso che non è espressione di alcuna gerarchia o parte di essa; ma allora, è laico (sempre troppo poco…) non meno del Foglio. Grazie al professor Magatti per questo bell'articolo, che non accusa Ferrara di cattivo cattolicesimo, ma di una parziale (strumentale?) visione della chiesa e del suo recente percorso. Non ho conoscenze teologiche (Rahner..Martini..von Balthasar..?) ma credo di sapere quanto basta per giudicare oziosa l'accusa di doppiezza gesuitica e di occamismo che l'onnisciente Ferrara muove al capo della Chiesa (meno male che il papa ha citato Favre...). Non sarà che Giuliano Ferrara è il vero (cioè il cattivo) gesuita? Ferrara, lei aspetta una lettera o una telefonata che non arriva, vero? Che smacco, ci pensate?

 
15/10/2013 - Il Foglio (FRANCA NEGRI)

Un giudizio così drastico sulla posizione del Foglio circa papa Francesco non mi trova d'accordo. Il Foglio ha pubblicato articoli assai critici sul Papa ma anche articoli di segno decisamente opposto (vedi Crippa e Monda). Mi sembra che si cerchi di analizzare e di capire. D'altra parte non si tratta di giornale cattolico e neppure dell'ultima Rep. in versione Osservatore Romano per i non credenti.

 
15/10/2013 - il Foglio, Ragione e Fede (CARLA VITES)

Il Foglio ci ricorda come una ragione non interrogata dalla Fede non può che scadere nel protestantesimo, ma una fede che rifiuta di lasciarsi interrogare dalla ragione, è solo dogmatismo. Condivido la preoccupazione ricordando che già von Balthasar parlando di Rahner evidenziava le contraddizioni in cui il Francesco pensiero ci ha riportati. Balthasar era il gesuita scomodo, stranamente grande amico di Ratzinger. Secondo Rahner, amico invece di Martini, "dovunque l’uomo nel totale impegno della sua libera autodisposizione, pone un atto morale positivo, questo nell’ordinamento salvifico è un positivo atto salvifico sovrannaturale anche quando il suo oggetto a posteriori ed il motivo esistente a posteriori non derivano in modo percettibile dalla positiva Rivelazione, ma sono ‘naturali’. Certamente ciò non dispensa il cristiano dal dovere di rintracciare quell’'esistenziale decisivo dell’esistenza umana, Cristo'". Per quanto ciò sia desiderabile tuttavia è a sua volta superfluo, commenta Balthasar.