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IL FOGLIO vs PAPA/ Magatti: quella cattiva tentazione di separare carne e spirito

Pubblicazione:martedì 15 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:martedì 15 ottobre 2013, 22.52

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Se la Chiesa cattolica ha attraversato duemila anni di storia, superando momenti storicamente drammatici senza mai rimanere imprigionata nei limiti umani dei suoi membri e, spesso, anche dei suoi capi - a partire da S. Pietro - una ragione ci sarà. Ma, soprattutto, è questa consapevolezza - che non solleva nessuno dalle proprie responsabilità - che permette ai credenti di esprimere giudizi fiduciosi, quand'anche critici, nei confronti della loro stessa chiesa. La  quale avanza faticosamente nella storia consapevole di essere il tramite di un tesoro prezioso, pur senza avere in tasca la soluzione per ogni questione interna ed esterna.

Si può dunque tranquillamente esprimere la propria valutazione  attorno a quello che la Chiesa fa o non fa. Così come è normale che, nei suoi limiti, un Papa possa trovare più sintonia con alcune sensibilità piuttosto che con altre, all'interno e fuori dalla Chiesa. La discussione, il dialogo, quando sono costruttivi e animati da una ricerca sincera,  non possono che fare bene. 

Altra cosa quando, da questo piano, si passa alla denigrazione sistematica o ad accuse palesemente esorbitanti. Uno slittamento di piano che, nella storia, si è ripetuto molte volte, soprattutto da chi, per ragioni politiche o intellettuali, ha considerato la Chiesa uno strumento per fini del tutto estrinseci alla sua natura.

Per la rilevanza che ha avuto nel dibattito pubblico italiano anche in un recente passato, non si può allora tacere della decisione de Il Foglio, sotto la guida del suo direttore, di lanciare una campagna di stampa - cioè una raffica di articoli - astiosamente critici nei confronti di papa Francesco. 

La tesi di fondo è che Francesco stia "tradendo" la missione della Chiesa. Tale affermazione si basa su una ricostruzione storica: dal 1979, da quando cioè Wojtyla sali  al soglio pontificio, la Chiesa si è coraggiosamente e meritoriamente lanciata in una battaglia contro le derive culturali più distruttive del nostro tempo, che rischiano di far morire non solo la Chiesa ma lo stesso Occidente.  Dopo aver piegato l'eresia comunista, non sazio di questo straordinario risultato storico, il pugnace papa polacco si è poi scagliato contro il decadente individualismo occidentale - sostenuto da tutta l'intellettualità cortigiana contemporanea. E dopo di lui, ecco Ratzinger che ha sfidato la cultura post-moderna del pensiero debole nel nome di una ragione che è il fondamento della stessa teologia cristiana. Malauguratamente, dopo decenni tanto valorosi, ecco giungere il flaccido gesuita che, con generiche evocazioni misticheggianti, sbracherebbe di fronte ad una modernità esangue, concedendo interviste  del tutto improprie - dove fa dichiarazioni dubbie del punto di vista dell'ortodossia (!?) - persino al fondatore di un giornale come La Repubblica, megafono di quanto di peggio oggi c'è in Occidente. Amen. 


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COMMENTI
16/10/2013 - Ferrara vero gesuita? (Valentina Timillero)

Quella della lettrice Franca Negri cos'è, una excusatio non petita? Giornale cattolico? Nemmeno questo lo è mi pare, nel senso che non è espressione di alcuna gerarchia o parte di essa; ma allora, è laico (sempre troppo poco…) non meno del Foglio. Grazie al professor Magatti per questo bell'articolo, che non accusa Ferrara di cattivo cattolicesimo, ma di una parziale (strumentale?) visione della chiesa e del suo recente percorso. Non ho conoscenze teologiche (Rahner..Martini..von Balthasar..?) ma credo di sapere quanto basta per giudicare oziosa l'accusa di doppiezza gesuitica e di occamismo che l'onnisciente Ferrara muove al capo della Chiesa (meno male che il papa ha citato Favre...). Non sarà che Giuliano Ferrara è il vero (cioè il cattivo) gesuita? Ferrara, lei aspetta una lettera o una telefonata che non arriva, vero? Che smacco, ci pensate?

 
15/10/2013 - Il Foglio (FRANCA NEGRI)

Un giudizio così drastico sulla posizione del Foglio circa papa Francesco non mi trova d'accordo. Il Foglio ha pubblicato articoli assai critici sul Papa ma anche articoli di segno decisamente opposto (vedi Crippa e Monda). Mi sembra che si cerchi di analizzare e di capire. D'altra parte non si tratta di giornale cattolico e neppure dell'ultima Rep. in versione Osservatore Romano per i non credenti.

 
15/10/2013 - il Foglio, Ragione e Fede (CARLA VITES)

Il Foglio ci ricorda come una ragione non interrogata dalla Fede non può che scadere nel protestantesimo, ma una fede che rifiuta di lasciarsi interrogare dalla ragione, è solo dogmatismo. Condivido la preoccupazione ricordando che già von Balthasar parlando di Rahner evidenziava le contraddizioni in cui il Francesco pensiero ci ha riportati. Balthasar era il gesuita scomodo, stranamente grande amico di Ratzinger. Secondo Rahner, amico invece di Martini, "dovunque l’uomo nel totale impegno della sua libera autodisposizione, pone un atto morale positivo, questo nell’ordinamento salvifico è un positivo atto salvifico sovrannaturale anche quando il suo oggetto a posteriori ed il motivo esistente a posteriori non derivano in modo percettibile dalla positiva Rivelazione, ma sono ‘naturali’. Certamente ciò non dispensa il cristiano dal dovere di rintracciare quell’'esistenziale decisivo dell’esistenza umana, Cristo'". Per quanto ciò sia desiderabile tuttavia è a sua volta superfluo, commenta Balthasar.