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IL CASO/ Mirabelli: la legge che regala il cibo ai poveri ha molti nemici

Il pane (Infophoto) Il pane (Infophoto)

Essendo estremamente semplice, sorprende un po’. Perché in genere si avvertono le leggi come strumenti che complicano le attività e la vita. In questo caso la legge adempie invece alla sua funzione. Che sarebbe quella di rendere semplice le attività, in un clima di sicurezza ovviamente. Ma in questo caso non c’è nessuna possibilità di uso inappropriato dello strumento.


Sembrava l’uovo di Colombo ma la legge è stata spesso oggetto di attacchi. Chi aveva interesse a ostacolarla?
Concretezza delle situazioni sociali. Certamente può essere osteggiata da chi in qualche modo può trarre un beneficio indiretto dallo spreco delle risorse. In un certo senso la legge sottrae a un circuito in ipotesi commerciale questa catena di distribuzione. Non bisogna dimenticare un altro aspetto positivo.

 
Di cosa si tratta? 
La legge si muove in un contesto che la stessa Costituzione prevede in linea di principio. Cioè la solidarietà e la sussidiarietà. Solidarietà perché è una forma di sostegno nei confronti di chi ha più bisogno, essendo l’alimentazione la prima esigenza della persona. E sussidiarietà perché agevola iniziative autonome di cittadini che nelle organizzazioni di volontariato svolgono un’attività di interesse generale e non per loro stessi. Soddisfando in questo modo un bisogno, potremmo dire, senza costi per le strutture pubbliche. 


Dopo dieci anni di onorato servizio la legge del Buon Samaritano ha bisogno di qualche piccola manutenzione o può andare avanti benissimo così anche in futuro? 
A mio avviso la legge ha bisogno innanzitutto di applicazione. Manutenzioni in questo caso possono essere in realtà un veicolo per introdurre elementi di complicazione. Che è un rischio che evidentemente si corre. Perché oltre a incidere sulla realtà economica in chiave positiva, rendendo utilizzabile quello che infruttuosamente verrebbe eliminato e sarebbe un costo, la legge accantona un po’ sia le intermediazioni commerciali sia quelle burocratiche. Che in genere tendono ad appesantire le procedure con adempimenti che costituiscono un costo o sono motivo di dissuasione per chi fa iniziative.

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