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PAPA FRANCESCO/ Bergoglio incontra la madre che ha scelto di non abortire nonostante la Sla

Pubblicazione:mercoledì 16 ottobre 2013

Papa Francesco (Foto InfoPhoto) Papa Francesco (Foto InfoPhoto)

Laura Grassi aveva deciso di continuare la gravidanza nonostante i medici le avessero diagnosticato una brutta malattia. Arrivata all’età di 29 anni la sorte della donna era segnata dalla Sla ma aveva comunque deciso di tenere duro e di non rinunciare al sogno di avere una figlia. Nonostante i medici abbiano fatto di tutto per convincerla a procedere in direzione opposta, e quindi di sospendere la gravidanza, Laura, supportata dal marito, è stata determinata a voler continuare nel cammino che avrebbe dato alla luce la figlia nel giro di qualche mese. La Sclerosi laterale amiotrofica non è bastata a ostacolare il desiderio di partorire: era da due anni che conviveva con la malattia quando si accorse di essere rimasta incinta. Alessia è il nome della bambina che oggi riempie i giorni della giovane donna classe 1982. Oggi Papa Francesco ha ricevuto tutta la famiglia, accompagnata dall’Unitalsi, in Piazza San Pietro al termine dell’udienza generale. Ugo Morganti, il marito di Alessia, ha raccontato l’incontro con il Pontefice ai microfoni di Radio Vaticana: “Ha salutato sia Laura che Alessia e ha giocato con il ciuccio della piccola e dopo ci ha dato la sua benedizione”. Perché hanno deciso di proseguire con la gravidanza? “Più il che coraggio, direi che è stata la fede il motivo per il quale abbiamo continuato questo cammino. Abbiamo interpretato l’arrivo di Alessia come un dono del Signore. Il suo arrivo ha portato gioia e serenità, comunque presenti nonostante la patologia, ma comunque ha contribuito ad aumentare la gioia di vivere”. Un importante contributo per intraprendere il difficile cammino che avrebbe portato al parto è stato dato dalla “rete”: “Il sostegno della famiglia è stato fondamentale, anche quello delle persone più care sia vicine che lontane. Non dobbiamo neanche dimenticare l’aiuto di Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali), i volontari sono sempre stati molto presenti.” Ma una cosa vuole rimarcare Ugo: “Molti hanno usato la parola “coraggio”, ma è la “fede” che ci permette di andare avanti giorno dopo giorno”.



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