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Cronaca

DIFFAMAZIONE/ Ecco come cambia la legge del reato a mezzo stampa

In prima lettura alla Camera sono state approvate le modifiche al reato di diffamazione a mezzo stampa: non si andrà più in galera. Ecco le principali norme

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La Camera, in prima lettura, ha approvato la legge che modifica l'attuale reato di diffamazione a mezzo stampa. Un reato che negli ultimi tempi aveva suscitato polemiche feroci, si ricordi il caso della condanna del diretto del Giornale Sallusti, ad esempio, una norma risalente addirittura ai tempi del fascismo e che prevedeva appunto la galera per chi veniva riconosciuto colpevole di diffamazione a mezzo stampa. L'approvazione di oggi segnala un record: presentata lo scorso 13 maggio ha concluso oggi l'esame in tre ore, l'iter più veloce di tutta questa legislatura. Ecco cosa cambia: non ci sarà più il carcere oggi preventivato da sei mesi a tre anni ma due tipi di multe, a seconda della gravità del fatto. Una da 5mila a 10mila euro se si attribuisce un fatto determinato.  Se invece "l’offesa consiste nell’attribuzione di un fatto determinato falso la cui diffusione sia avvenuta con la consapevolezza della sua falsità" si applica la pena della multa da 20 mila a 60 mila euro. Inoltre sarà obbligatorio pubblicare la sentenza senza alcun commento del condannato o del suo giornale, e in caso di recidiva il condannato potrà essere sospeso dalla professione da uno a sei mesi. Altra novità eclatante: il reato di diffamazione si applica anche alle testate giornalistiche online mentre invece non si applicherà ai blog. Le testate televisive e radiofoniche dovranno mandare in onda la rettifica entro 48 ore dalla richiesta. Cambiano le norme anche per i direttori: "il direttore o il vicedirettore (anche di testate online) risponde dei delitti commessi con il mezzo della stampa se il delitto è conseguenza della violazione dei doveri di vigilanza sul contenuto della pubblicazione". Il direttore però potrà delegare la funzione di controllo delle notizie a uno o più giornalisti. 

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