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IL FOGLIO vs PAPA/ Francesco, una Chiesa che non ha paura della notte degli uomini

Un particolare può aiutare a comprendere le ragioni del fascino suscitato da Papa Francesco nella gente; e a spiegare il perché di molti nemici. VINCENZO TONDI DELLA MURA

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Caro direttore,
c'è un particolare, che, forse, può aiutare a comprendere le ragioni del fascino suscitato da Papa Francesco nelle tante persone, che per fede o per semplice curiosità ne seguono gesti e parole oramai da un semestre. Il particolare è stato prontamente colto da Eugenio Scalfari in occasione dell'intervista pubblicata su Repubblica. Racconta il giornalista che, durante la conversazione svoltasi nella residenza di Santa Marta, il Pontefice gli ha chiesto cosa potergli offrire; a risposta, ha domandato anche per sé la medesima consumazione, che, però, poi ha trascurato. Annota il giornalista: "[il Papa] Si alza, apre la porta e prega un collaboratore che è all'ingresso di portare due bicchieri d'acqua. Mi chiede se vorrei un caffè, rispondo di no. Arriva l'acqua. Alla fine della nostra conversazione il mio bicchiere sarà vuoto, ma il suo è rimasto pieno".

Si tratta di un dettaglio impercettibile, di una delicatezza da nulla. Eppure, il gesto manifesta una benevolenza, che bene esprime quell'attenzione verso ogni singola persona continuamente rilevata dalle riprese televisive. In occasione di un'altra intervista, per spiegare le ragioni del suo modo di porsi innanzi alla folla, il Papa ha affermato: "Io riesco a guardare le singole persone, una alla volta, a entrare in contatto in maniera personale con chi ho davanti. Non sono abituato alle masse". Sicché il giornalista ha osservato: "quando lui è in mezzo alla gente, i suoi occhi in realtà si posano sui singoli. Poi le telecamere proiettano le immagini e tutti possono vederle, ma così lui può sentirsi libero di restare in contatto diretto, almeno oculare, con chi ha davanti a sé". 

Una simile delicatezza non è insolita nella vita della Chiesa; anzi, essa costituisce la ragione originaria per la quale chi ne ha fatto esperienza non è più riuscito a discostarsi da una tale fonte di umanità. Gli esempi da annoverare sarebbero innumerevoli.

Raccontano le cronache dell'epoca che San Francesco si sottoponeva spesso a digiuni estenuanti e ineguagliabili, al punto che i suoi amici frati si mortificavano per non riuscire a imitarlo; accadeva così che, per confortare i più deboli, talora egli interrompesse il digiuno, fermandosi a mangiare con loro.

Del pari, cronache più recenti raccontano gli episodi di un piccolo e umile frate cappuccino di origine bosniaca del primo novecento, Leopoldo Mandic, ora proclamato santo; a Padova trascorreva 12-15 ore al giorno nel confessionale, tale era il numero di persone di ogni classe sociale che desiderava confessarsi da lui. Un giorno si recò da lui un importante signore, che da molti anni non si accostava ai sacramenti.