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Cronaca

PRIEBKE/ Il video testamento, le immagini: Ardeatine, se rifiutavamo Hitler ci avrebbe fatto fucilare

Reso noto il contenuto del video testamento dell'ufficiale delle SS Erich Priebke: non potevamo rifiutarci di sparare sui civili altrimenti Hitler ci avrebeb fatto fucilare

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Eccolo il video testamento dell'ex ufficiale nazista Erich Priebke di cui si era tanto parlato. Dal titolo indicativo (Guai ai vinti) contiene per la prima volta la versione di Priebke sulla strage delle Fosse Ardeatine, a parte ovviamente quanto disse durante il processo. A dialogare con lui durante il filmato il suo avvocato. Di quella strage, dice che fu qualcosa di terribile, ma che era impossibile rifiutarsi di compierla: il capitano Schultz, l'ufficiale incaricato di condurre la strage, disse a lui e agli altri soldati che l'ordine arrivava direttamente da Hitler e chi si voleva rifiutare di sparare, doveva mettersi insieme alle vittime perché sarebbe stato ucciso anche lui. "Il capitano Schultz  fu eletto da Kappler come organizzatore della rappresaglia. Lui era già stato in guerra nel fronte contro i russi ed era più abituato alla morte e alle rappresaglie. Per noi, per me e gli altri, era una cosa terribile" dice Priebke. L'ex ufficiale ha parole anche per i partigiani che fecero l'attentato di via Rasella: lo fecero, dice, sapendo che dopo ci sarebbe stata una rappresaglia sui civili: lo aveva annunciato il comandante Kesserling che ogni attentato sarebbe stato punito con una rappresaglia. "Questo è risaputo e loro lo hanno fatto a proposito perché pensavano che una nostra rappresaglia poteva creare una rivoluzione della popolazione" dice. Il video termina con la lettura della stessa dichiarazione fatta alla conclusione del processo nel 1996: "Sento, dal profondo del cuore  il bisogno di esprimere le mie condoglianze per il dolore dei parenti delle vittime delle Fosse Ardeatine... Come credente non ho mai dimenticato questo tragico fatto, per me l'ordine di partecipare all'azione fu una grande tragedia intima... Io penso ai morti con venerazione e mi sento unito ai vivi nel loro dolore".