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STATO-MAFIA/ Giorgio Napolitano chiamato a testimoniare sulla lettera di D'Ambrosio

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Svolta nel caso del processo Stato-Mafia: la corte d'assise di Palermo ha infatti sentenziato che il capo dello Stato dovrà presentarsi in aula a testimoniare. Come si sa c'era stato un duro scontro tra la magistratura di Palermo e il Quirinale sull'argomento, ma la corte ha accolto adesso la richiesta della Procura. Si tratta di testimoniare su questo fatto: "Le preoccupazioni espresse dal suo consigliere giuridico Loris D'Ambrosio nella lettera del 18 giugno 2012" dicono i magistrati nel documento che mette in fila 177 testimoni. Lo scomparso D'Ambrosio morì di infarto in seguito alle pressioni e alle denunce dei media. In quella lettera aveva espresso il timore di  "essere stato considerato solo un ingenuo e utile scriba di cose utili a fungere da scudo per indicibili accordi, e ciò nel periodo fra il 1989 e il 1993". In quel periodo di tempo aveva lavorato presso l'Alto commissariato per la lotta alla mafia e poi al ministero della Giustizia. Essendo poi stato consigliere del presidente della Repubblica, i magistrati vogliono sapere da Napolitano se è a conoscenza di particolari e notizie varie su quella lettera scritta un mese circa prima di morire. Inoltre la corte ha ammesso anche la trascrizione delle telefonate fra il D'Ambrosio e l'ex ministro Nicola Mancino, intercettate dalla procura di Palermo sempre nelle indagini su Stato-mafia.



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