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CARRON/ Incontro con il Papa, la lettera alla Fraternità di Comunione e Liberazione

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3) Infine ha invitato a riconoscere che «tutto questo, però, nella Chiesa non è lasciato al caso, all’improvvisazione. Esige l’impegno comune per un progetto pastorale che richiami l’essenziale e che sia ben centrato sull’essenziale, cioè su Gesù Cristo. Non serve disperdersi in tante cose secondarie o superflue, ma concentrarsi sulla realtà fondamentale, che è l’incontro con Cristo, con la sua misericordia, con il suo amore e l’amare i fratelli come Lui ci ha amato» e che «ci spinge anche a percorrere vie nuove, con coraggio, senza fossilizzarci! Ci potremmo chiedere: com’è la pastorale delle nostre diocesi e parrocchie? Rende visibile l’essenziale, cioè Gesù Cristo?».

Vi prego di accogliere come rivolta a noi - specialmente a noi che siamo nati solo per questo, come testimonia tutta la vita di don Giussani - la domanda di papa Francesco: ciascuno di noi, ogni comunità del nostro Movimento, «rende visibile l’essenziale, cioè Gesù Cristo?».

Papa Francesco mi ha confidato di avere conosciuto il Movimento a Buenos Aires agli inizi degli anni Novanta e che questa scoperta fu per lui «aria fresca». E questo lo portò a leggere spesso i testi di don Giussani, perché trovava in lui quello che serviva alla sua vita cristiana. Immaginate la commozione nel sentirmi dire queste cose da chi oggi è il Vescovo di Roma!

Il Papa ci incoraggia a vivere personalmente, nella comunione tra noi, la natura del nostro carisma, perché un movimento come il nostro è chiamato a rispondere alle urgenze di questo momento della vita della Chiesa e del mondo.

Dalla vicinanza e familiarità di papa Francesco nasce per me e per tutti noi, amici, una nuova responsabilità davanti a Dio e alla Chiesa.

Dopo avergli fornito alcuni dati sulla nostra realtà, per esempio sulla presenza in università, nella scuola e nei diversi ambienti di vita e di lavoro, sui tanti tentativi di rispondere con gesti di carità ai bisogni che intercettiamo, sulla grazia delle vocazioni tanto al sacerdozio quanto alla vita consacrata nelle sue diverse forme, ci siamo salutati, non senza prima avermi chiesto di pregare per lui.

Ovviamente, questo invito era rivolto a me e a tutto il Movimento. Per questo, vi prego di prendere sul serio la sua richiesta, nell’offerta e nella preghiera di tutti i giorni per papa Francesco, perché Dio continui a dargli la grazia necessaria per guidare la Sua Chiesa.

E per ciascuno di noi domandiamo al Signore la semplicità di cedere costantemente alla Sua voce, che ci ha raggiunto attraverso l’accento unico del nostro carissimo don Giussani e che continua a chiamarci con l’intensità di papa Francesco.

 

 

Un abbraccio a ciascuno pieno di affetto

don Julián Carrón



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