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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: non dimentichiamoci di preti e suore anziani

Pubblicazione:venerdì 18 ottobre 2013 - Ultimo aggiornamento:venerdì 18 ottobre 2013, 12.21

Papa Francesco (Foto InfoPhoto) Papa Francesco (Foto InfoPhoto)

"Quando penso al tramonto dell’Apostolo, mi viene nel cuore il ricordo di quei santuari di apostolicità e di santità che sono le case di riposo dei preti e delle suore: bravi preti, brave suore, invecchiati, col peso della solitudine, aspettando che venga il Signore a bussare alla porta del loro cuore". Questi, ha detto oggi Papa Francesco nella consueta omelia presso la Casa Santa Marta, sono "veri santuari di apostolicità e di santità che abbiamo nella Chiesa. Non li dimentichiamo". Le parole del Pontefice prendono però spunto da tre figure in particolare: Mosé, Giovanni Battista e San Paolo. "Mosé è quello che è capo del Popolo di Dio, coraggioso, lottava contro i nemici e anche lottava con Dio per salvare il popolo - ha spiegato il Papa - E alla fine è solo, sul Monte Nebo, guardando la terra promessa, ma spogliato dall'entrare lì. Non poteva entrare nella promessa. Giovanni Battista: negli ultimi tempi, non gli sono risparmiate le angosce". Giovanni Battista deve poi affrontare anche una "angoscia dubbiosa che lo tormentava" e "finisce sotto il potere di un governante debole, ubriaco e corrotto, sotto il potere dell’invidia di un’adultera e del capriccio di una ballerina". Tutti hanno abbandonato anche Paolo, però lui dice: "Il Signore mi è stato vicino. Mi ha dato forza perché io potessi portare a compimento l’annunzio del Vangelo". Questo è il grande dell’Apostolo, afferma Jorge Bergoglio, "che dà la vita perché il Signore cresca". Tornando su quelli che ha definito "santuari di apostolicità e di santità", Papa Francesco si è chiesto se "noi cristiani abbiamo la voglia di fare una visita a questi santuari che sono le case di riposo dei preti e delle suore?". Nelle case di riposo, "queste suore e questi preti aspettano il Signore un po’ come Paolo: un po’ tristi, davvero, ma anche con una certa pace, col volto allegro". Quindi, ha concluso il Pontefice, "ci farà bene a tutti noi pensare a questa tappa della vita che è il tramonto dell’Apostolo e pregare il Signore: Custodisci loro che sono in quel momento della spoglia finale, per dire soltanto un’altra volta: Sì, Signore, voglio seguirti".



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