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IUS SOLI A TREVISO/ Una risposta ideologica a Lampedusa

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In Italia il diritto di cittadinanza deriva dal principio dello ius sanguinis, ossia bisogna essere figli di italiani per essere cittadini. Ampliare la cittadinanza allo ius soli stabilisce una forzatura, rispondendo a un principio perseguito dal ministro per l’Integrazione Cécile Kyenge.

 

Cosa intende dire?

Il fine di queste proclamazioni sembra rispondere a quello che è successo a Lampedusa. Il grosso del dibattito riguarda la presenza o meno degli immigrati clandestini in Italia, ma la loro presenza pone sicuramente dei problemi dal punto di vista dell’organizzazione dello Stato.

 

Qual è il suo personale punto di vista a riguardo?

L’istituzione dello ius soli potrebbe concretizzarsi solamente tenendo in conto due effetti: il primo la stabilità della persona che fa richiesta, dal punto di vista economico; poi è necessario che il nuovo cittadino italiano paghi le tasse.

 

E non dimentichiamoci di considerare il problema delle frontiere.

Certamente, è necessario che l’Italia sia garantita rispetto alle proprie frontiere e questa è una condizione che attualmente non è soddisfatta. In America, ad esempio, c’è un rapporto diverso rispetto alle frontiere poiché per entrare c’è bisogno di un visto. Parlarne adesso forse è prematuro e bisogna studiare un percorso che sia in grado di rivisitare in modo efficiente la Bossi-Fini, non si può pensare di cambiare la legge senza un progetto alternativo valido.

 

(Mattia Baglioni)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
19/10/2013 - commento (francesco taddei)

come si fa a dare la cittadinanza senza aver frequentato nemmeno la scuola dell'obbligo? i diritti degli italiani non contano niente per voi.