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SANTO DEL GIORNO/ Il 19 ottobre si celebra San Paolo della Croce

San Paolo della Croce, sacerdote, istituì la Congregazione dei Chierici regolari della Croce e della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Pio IX lo proclamò santo nel 1867

San Paolo della Croce San Paolo della Croce

Il 19 ottobre la Chiesa Cattolica celebra la memoria di San Paolo della Croce (nato come Paolo Francesco Danei), religioso italiano vissuto a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo, fondatore della congregazione delle Monache Passioniste e della Congregazione della Passione di Gesù.Paolo Francesco Danei nacque nella cittadina di Ovada, nel Monferrato, il 3 gennaio del 1694.I suoi genitori, Luca e Anna Maria Massari, erano ferventi cattolici. Il battesimo venne celebrato pochi giorni dopo, il 6 gennaio, festività dell'Epifania. Al piccolo venne imposto il nome di Francesco Paolo, a causa della grande venerazione dei genitori per il poverello d'Assisi e per l'ex persecutore divenuto testimone della Fede assieme a San Pietro. Pochi anni dopo, la famiglia Danei si trasferì a Castellazzo Bormida. Il giovane Francesco Paolo manifestò sin dalla più tenera età un fortissimo sentimento religioso. La grande fede e l'eccezionale vivacità intellettuale del giovane Francesco Paolo fecero sì che un sacerdote di Cremolino (Alessandria) si interessasse alla sua educazione. All'età di quindici anni, Francesco Paolo scelse di dedicare la sua vita a Dio. Il cammino per giungere al sacerdozio fu lungo e pieno di tentazioni. Francesco Paolo seppe però mantenersi fermo, rinunciando sia alla tentazione della carne – quando rifiutò un vantaggioso matrimonio con una giovane vedova molto abbiente che si era invaghita di lui – sia a quella del denaro – rifiutando la grossa eredità lasciatagli da uno zio sacerdote. L'unica cosa che Francesco Paolo scelse di tenere per sé dell'eredità dello zio fu un vecchio breviario, che iniziò a leggere con grande interesse per completare il suo percorso di formazione. Non ancora sacerdote, fondò nel 1720 l'Istituto Missionario dei "Passionisti", ricevendo l'appoggio incondizionato del vescovo di Alessandria.Quello stesso anno, si ritirò in una piccola cella ricavata nei pressi della chiesa dedicata ai Santi Anna e Carlo, a Castellazzo Bormida, pregando durante tutto l'inverno e scrivendo la regola della sua congregazione. Dopo averne inviato una copia al vescovo di Alessandria Gian Francesco Arborio Gattinara, Paolo Francesco ricevette la sua autorizzazione a recarsi a Roma e a sottoporre la regola al pontefice, Innocenzo XIII. Dopo un lungo e penoso viaggio a piedi sino alla Città Eterna, Paolo Francesco Danei subì l'umiliazione di non venire nemmeno ricevuto dal pontefice. Dopo una lunga attesa davanti alla porta del palazzo apostolico, deriso dagli inservienti e dalle guardie per il suo aspetto stanco e lacero, Paolo Francesco Danei scelse di riprendere la via del Piemonte.Amareggiato, Paolo Francesco si ritirò sul monte Argentario, in Toscana, all'interno dell'eremo dell'Annunziata. Lì venne raggiunto dal fratello Giambattista, che era divenuto da poco sacerdote. Carlo Pignatelli, vescovo di Gaeta che aveva udito parlare del grande valore di Paolo Francesco, lo invitò nella sua diocesi. Nell'Italia meridionale Paolo Francesco rimase lunghi mesi. Nel 1723, dopo aver conosciuto il vescovo di Foggia Emilio Cavalieri, Paolo riuscì a guadagnarne la benevolenza e a ottenere la sua intercessione per un colloquio con il nuovo pontefice, Benedetto XIII. Finalmente, nel 1727 il pontefice approvò provvisoriamente la regola dell'Istituto Missionario dei "Passionisti", ordinando contestualmente Paolo Francesco Danei sacerdote. Nel 1741, la congregazione venne definitivamente approvata da Benedetto XIV. Nell'aprile del 1747, Paolo Francesco venne eletto, con sua grande sorpresa, priore dell'ordine da lui fondato. Mantenne questa carica sino alla morte.