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Cronaca

BERLUSCONI/ Grosso: l'interdizione? Non basterà a metterlo fuori dal Parlamento

L'aula del Senato (Infophoto)L'aula del Senato (Infophoto)

Prima che la sentenza sulla pena accessoria diventi esecutiva anche a livello parlamentare passeranno alcuni mesi. Occorrerà attendere la decisione ultima della Corte di cassazione, e poi qualora quest’ultima dovesse confermare l’applicazione della pena accessoria, assisteremo a tutte le lungaggini che abbiamo registrato altre volte con riferimento all’esecuzione concreta del provvedimento definitivo dell’autorità giudiziaria. Berlusconi ha quindi interesse a sollevare le due questioni, perché questo gli permette di procrastinare di diversi mesi il redde rationem.

 

Come si stanno muovendo i suoi legali sull’altro fronte, quello della decadenza prevista dalla legge Severino?

Gli avvocati del Cavaliere hanno già sollevato una questione di fronte alla Corte europea dei diritti dell’uomo. Dopo di che i legali assumeranno tutte le iniziative a livello internazionale che riterranno di potere intraprendere.

 

E’ quindi un modo per continuare la battaglia per tenere Berlusconi in Parlamento?

Sì, e questa battaglia avverrà sul terreno delle argomentazioni giuridiche, nel nome di un’inapplicabilità di queste norme nei confronti del senatore Berlusconi.

 

Questa battaglia ha delle reali probabilità di risultare vincente?

Nel lungo termine il margine di manovra di Berlusconi si fa sempre più ristretto, ma comunque il Cavaliere può continuare a procrastinare gli effetti dell’interdizione. Ricordo che quando l’onorevole Cesare Previti si trovò in un’analoga situazione, riuscì a procrastinare l’uscita dal Parlamento per numerosi mesi eccependo una serie di argomentazioni difensive. E’ possibile che Berlusconi faccia altrettanto, riuscendo a ritardare per un certo numero di mesi la decisione finale del Parlamento.

 

(Pietro Vernizzi)

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