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IL CASO/ Se c’è chi cerca la galera per non morire di fame, cos’è successo alla politica?

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Certo la crisi è crisi e non fa sconti a nessuno. Nemmeno ai genitori italiani che mandano i figli nelle scuole pubbliche che si sono visti aumentare il costo della refezione scolastica. I Comuni in molti casi hanno rivisto le tariffe delle fasce più alte provocando proteste e nuove forme di risparmio: “niente più mensa, si torna al panino portato da casa”. Confortiamoci, la crisi colpisce tutti anche quelli che per legge sono ritenuti ricchi.

Ma torniamo a Calogero De Caro: a quali dei tre soggetti che ha incontrato potrà affidare la propria speranza per il futuro dei suoi giorni? Certamente alla solidarietà degli uomini, specialmente se vestono una divisa. Ma quanto potrà durare questa solidarietà? E’ lo stesso tipo di solidarietà mostrata da tanta gente nei confronti degli immigrati: indispensabile per accoglierli, insufficiente per garantire loro un futuro dignitoso e stabile.

Questa Italia, talvolta troppo vituperata dagli stesi italiani, non finisce di stupire per le risorse umane che ogni giorno è in grado di mettere in campo. Se ne sono accorti tutti, anche gli stranieri che per secoli ci hanno ritratto prima col mandolino in mano, poi con la pizza nel piatto e dopo con la lupara a tracollo.

L’unica che sembra non voler comprendere e accogliere questo messaggio è la politica italiana, sempre alle prese con logiche e vicende mille miglia lontane dai problemi e i bisogni della gente. Ma perché gli italiani quando vanno in politica dimenticano la stoffa di cui sono fatti, la storia che li ha generati e il futuro che vogliono costruire?

Semplice: si è staccato, ma non per caso, un anello della catena, quello che va sotto il nome di “educazione”, da quella che tramandano le famiglie a quella che si impara a scuola. Abbiamo un popolo che non sa e non vuole più educare, schiacciato tra la pretesa di risolvere i problemi con l’applicazione delle leggi e la generosità del cuore che nessuno può sopprimere. Meno male che il cuore, per definizione, non ha, a differenza delle leggi, alcuna misura.

 

 

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COMMENTI
24/10/2013 - Che schifo!!! (gasperini mauro)

Onore agli agenti che si sono messi le mani in tasca con €1400\mese che prendono, incluse indennità e tutto e lo dico da pregiudicato. Quando sei in difficoltà un aiuto te lo puoi aspettare solo esclusivamente dal disgraziato come te. La legge va comunque applicata. Le sentenze vanno rispettate. Ma la vogliamo smettere con queste scemenze? Le sentenze vanno PURTROPPO accettate perchè non ci puoi far niente, non rispettate, state chiedendo troppo. Regina Coeli, modernissimo carcere romano dell'anno 1654, celle d' attesa per primo interrogatorio col giudice, anno 1984, reato da me commesso: in 3 persone avevamo 4 dosi di eroina, perchè 4 e non 3? Perchè era zucchero ed uno ce lo aveva regalato lo spacciatore. Sento due ragazzi parlare tra loro, parlavano di un motorino per il quale erano stati arrestati, il motorino lo avevano comprato, ma risultava rubato, ma erano pregiudicati, il giudice non avrebbe creduto alla loro buona fede, ci potevo credere solo io che avevo sentito tutto il discorso, hanno deciso di confessare un furto mai commesso per non prendere ricettazione, ma il motorino lo avevano comprato, ne rubato ne ricettato. pochi giorni dopo in causa hanno preso 8 mesi a testa. Le sentenze vanno rispettate, si forse in un paese dove esiste la giustizia. Non certo in Italia dove legge e giustizia sono due lontanissime parenti che nemmeno si parlano.