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FACEBOOK/ Imposimato e la teoria del Complotto, tra Stalin, la Cia e Berlusconi

Un noto ex magistrato ha gridato ieri su Facebook che la libertà era in pericolo, stavano bloccando il suo account. Molti, un migliaio, hanno risposto indignati. GIANNI FORESTI

Facebook miete Facebook miete "vittime" (Infophoto)

Antefatto. 

Nel 1938 un programma radiofonico scatenò il panico negli Stati Uniti. Orson Welles annunciò lo sbarco degli alieni sulla terra e gli americani si precipitarono spaventati in strada. Il geniale Orson era troppo avanti, anticipava in maniera inconsapevole la teoria di McLuhan che "il medium (mezzo) è il messaggio". 

Forse semplifico troppo e salto dei passaggi teorici, ma la frase di alcuni nostri vecchi "lo ha detto il telegiornale", mi ricorda come sia facile abboccare agli ami di una verità propinataci dai mezzi di comunicazione. Ma l'uomo a mio avviso c'è sempre, è lui che decide quale notizia e che peso d'importanza essa abbia. Il mezzo poi amplifica.

Il fatto (non quotidiano, per fortuna).

Un noto ex magistrato ha gridato ieri su Facebook che la libertà era in pericolo, stavano bloccando il suo account. Molti, un migliaio, hanno risposto indignati. Pochi, gli hanno spiegato che c'era stato un blocco mondiale di FB.

I seguaci hanno però risposto che il fermo era avvenuto per poter schedare i dati degli account di tutto il mondo. Così gira il www. 

Senza nulla togliere alle importanti inchieste dell'ex magistrato e alla sua carriera politica da Senatore nel Pci, è evidente come l'ombelico del mondo sia la verità del proprio pensiero, forse troppo condizionato dall'aver indagato per tanti anni sui complotti che hanno attanagliato l'Italia. 

Qualcuno voleva anche proporlo per la presidenza della Repubblica.

Oggi.

Con l'avvento del satellite e di internet, il mondo è diventato un villaggetto globale, possiamo sapere cosa succede in Australia quasi in tempo reale.

Internet ormai è peggio del Tg1 o del Tg5 delle 20.00. Il fattore uomo non è secondario. Basta postare una gossip, un filmato in rete e in un attimo la notizia si sparge per il mondo. Il famoso effetto "virale".

Al tempo stesso le bufale perciò si sprecano, ma viaggiano alla grande.

Pensate se internet fosse esistito ai tempi di Stalin, il dittatore avrebbe potuto usarlo come strumento di guerra oppure neutralizzarlo come fa la Cina oggi.

Mentre Facebook si attesta sui 700 milioni e rotti di fruitori giornalieri e Twitter viaggia sopra i 200 milioni, nasce spontanea la domanda: Ma a parte Dio, che sa tutto a prescindere, qualcuno ci sorveglia e ci controlla? Echelon? Google? La Cia? Henry Woodcock e la magistratura? Il Cavaliere? 

E se fosse solo business?

Se esiste l'uomo con la sua volontà di essere al centro delle azioni e del mondo, esiste anche la ricerca della verità. 

Ma chi c'è la può dare? Internet e i proclami su FB?

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