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RAPINATORE PENTITO/ Si costituisce anche se non è ricercato: lo ha spinto Papa Francesco

Marco Rossi si è autonomamente consegnato alle autorità svizzere alcuni mesi fa per espiare una vita fatta di droga e criminalità. La spinta a farlo, racconta, è arrivata da Papa Francesco

Immagine d'archivio Immagine d'archivio

Si chiama Marco Rossi, ha 44 anni, e si è costituito senza che la polizia fosse sulle sue tracce: ha confessato reati risalenti a 15 anni prima. Perché? Grazie a Papa Francesco. Profondamente colpito ed ispirato dalla figura di Papa Francesco, si è pentito e consegnato alle forze dell’ordine.
L’uomo, ha alle spalle un'adolescenza difficile, un passato di tossicodipendenza e criminalità, culminata dal riscatto in terra teutonica, per poi ricaderci dentro. Nato in una famiglia allo sbando, senza il padre e con una madre distrutta, a 15 anni inizia a farsi di eroina. Quattro anni più tardi – come riporta il settimanale tedesco “Spiegel” – un amico di Essen (in Renania) gli offre uno spiraglio: un suo conoscente cerca un aiutante in gelateria. Marco fa la valigia e parte per iniziare una nuova vita. La vita, finalmente, sembra prendere la giusta piega: smette di bucarsi e trova un lavoro onesto. Poco più tardi la ragazza lo raggiunge e daranno alla luce una figlia. Ma Marco Rossi ci ricasca e ritorna nel tunnel della droga (eroina e cocaina) e delle rapine dopo la fine della relazione con la donna.
Il 19 gennaio 1998 Marco rapina una filiale della Sparkasse a Herne: entra indossando la maschera di Zorro e una pistola giocattolo in mano. Se ne va con 27.000 marchi (circa 14.000 euro di oggi), ma anche con lo sguardo terrorizzato di una bimba che lo segnerà per sempre. Ma non si ferma lì: altre due banche e una profumeria, e anche con la droga ci prende gusto, prima di fuggire in Italia per nascondersi dalle autorità tedesche. La coscienza inizia a logorarlo pian piano. Con l’elezione al soglio pontificio di Papa Francesco matura la decisione di costituirsi. Neanche un mese dopo dall’insediamento del Santo padre, il 6 aprile, Marco Rossi mette piede in una stazione della polizia svizzera e si consegna: “Sono qui per alleggerire la mia coscienza”. Arriva poco dopo il trasferimento a Bochum, ma è sereno anche quando il tribunale lo condanna a cinque anni e due mesi. Stando a quanto riporta il suo legale, se non si fosse consegnato, non lo avrebbero mai preso: da nessuna parte figurava il suo nome. Il caso è eccezionale e la giustizia è stata clemente: scontati quattro mesi di carcere Marco Rossi, il 20 dicembre, verrà estradato in Italia.

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