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STORIE/ Moscatelli e il rimpianto per quei locali dove non si usavano i cellulari

Pubblicazione:mercoledì 23 ottobre 2013

Moscatelli oggi Moscatelli oggi

Ok, adesso faccio una scommessa con qualcuno: fra non molto inventeranno i locali dove si mangerà in silenzio (ma forse ci sono già): senza telefonini, quasi come delle case di rieducazione. Da un eccesso all'altro, lasciando sempre però fuori il rapporto umano, già triturato abbastanza da facebook, twitter e compagnia varia. E' il futuro, non possiamo farci nulla, viene anche da pensare. E' come la tivù che non volevi far vedere troppo ai tuoi bambini... Battaglia persa ? Mah, poi hanno smesso di guardarla, senza che qualcuno glielo imponesse. E ora leggono. 

A proposito di futuro, l'altro giorno ne ho letta un'altra: a Milano (sempre a Milan, dove diventa più difficile accorgersi del coer en man) sarà lanciato un sito, dalla mente di due giovani astigiani (si chiama Tacati') che favorisce l' e-commerce locale. La bottega per intenderci, per cui con un clic, da casa tua, fai la spesa con consegna in giornata. Ero certo che prima o poi si sarebbe arrivati anche a quello... ma io non riesco a togliermi più dalla mente gli ultimi giorni di vita di Oriana Fallaci, minata dal cancro, che all'amico Vittorio Feltri espresse il desiderio di una cosa per lei fantastica: andare in una salumeria. E non le sarebbe bastato un clic perché non era nemmeno il gusto del prosciutto che muoveva il desiderio suo: era il salumiere che tagliava, la gente che aspettava, l'ambiente ordinato da guardare a bocc'aperta. Proprio quell'umano, che non si può cancellare con clic.



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