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CAMORRA/ Don Merola: anch'io prego per la conversione dei camorristi, ma loro devono collaborare...

DON LUIGI MEROLA, commentando il caso del sacerdote indagato per aver favorito la latitanza del boss dei Casalesi, racconta qual è sempre stato il suo atteggiamento ne confronti dei mafiosi

Pietro Grasso - Infophoto Pietro Grasso - Infophoto

È ormai sera quando riusciamo a parlare con lui al telefono dopo un inseguimento durato mezza giornata. Don Luigi Merola, fondatore de “’A Voce d’è Creature” che si occupa di minori a rischio, è in macchina con la scorta che lo riporta a casa dopo aver partecipato a un convegno a Roma. Come sempre, risponde volentieri alle nostre domande che questa volta riguardano il prete indagato per aver favorito la latitanza del boss dei Casalesi, Nicola Panaro. Racconta di quando anche lui veniva invitato in carcere dai boss che volevano convertirsi: “quando però cominciavo a dire che bisognava collaborare con la giustizia non mi hanno più invitato”. Giusto pregare per la conversione dei camorristi, ci mancherebbe: “Però quella persona deve cambiare vita. Se continua a delinquere e a fare il male vuol dire che non è pentita. La persona che si converte si consegna alla giustizia, non resta latitante. Per me cambiare significa anche cominciare a collaborare con la giustizia. La fede vera ti fa cambiare vita. Quella di prima non esiste più. Inizia una vita nuova”. Poi cita sant’Agostino: quel Dio che ti ha chiamato non ti aiuterà senza il tuo aiuto. “Dio ha bisogno anche della collaborazione dell’uomo”. “E’ morto anche il mio cellulare, l’ultimo 5% della batteria che mi era rimasto l’ho usato per te”. Si congeda così don Luigi non senza aver prima impartito la sua benedizione: “Pace e bene”.

Ha sentito del sacerdote indagato per aver favorito la latitanza del boss Nicola Panaro?
Sono rabbrividito. Subito mi sono venuti in mente i tanti sacerdoti che cercano di strappare i giovani alla criminalità organizzata, come cerchiamo di fare a Napoli con ‘A Voce d’e’creature. Mi sono venuti in mente don Pino Puglisi che è stato ammazzato da Cosa nostra, oppure qui, nella terra di Casal di Principe, a don Peppino Diana, ucciso dalla camorra.         

Agli atti ci sono alcune lettere del sacerdote nelle quali dice di pregare ogni giorno per il boss.      
Speriamo che quel sacerdote chiarisca al più presto la sua posizione. La camorra è peccato. Qui non si tratta di salvare ma innanzitutto di condannare il peccato. Che significa condannare il male. Che è sempre male come il bene è sempre bene. D’altra parte, ci rendiamo conto che il Diavolo ormai è entrato in tutti gli ambienti. Spetta a noi sacerdoti e a quelli che si stanno formando nei seminari ricordarsi che la missione della Chiesa è ancora all’inizio. E che per salvare l’uomo c’è bisogno di tanto, tanto, tanto lavoro pastorale. Attraverso la preghiera, certamente attraverso i sacramenti, ma anche attraverso la condanna delle ingiustizie. Non possiamo, mai e poi mai, coprire un’ingiustizia anche a fin di bene.

Vedremo, per ora quel sacerdote è solo indagato. Ma che un prete preghi per la conversione di un criminale non è una cosa giusta?
La Chiesa ha sempre insegnato che bisogna pregare per la conversione degli uomini. Lo ritroviamo nei vangeli, a cominciare dall’ultimo dei grandi profeti, san Giovanni Battista, che pregava per la conversione dei peccatori. Dobbiamo sempre farlo. Però quella persona deve cambiare vita. Se continua a delinquere e a fare il male vuol dire che non è pentita. La persona che si converte si consegna alla giustizia, non resta latitante. Per me cambiare significa anche cominciare a collaborare con la giustizia.

A lei non è mai capitato di entrare in contatto con personaggi legati alla camorra?
Sono stato invitato ad andare in carcere da boss come Bidognetti che diceva di volersi convertire; quando però ho cominciato a dire che bisognava collaborare con la giustizia non mi ha più invitato. Oppure il boss Giuliano, che ha ammazzato Annalisa Durante, anche lui voleva cambiare vita. A tutti ho sempre chiesto di collaborare con la giustizia. Non accetto questa falsa religiosità. La fede vera ti fa cambiare vita. Quella di prima non esiste più. Inizia una vita nuova.

Lei prega per la conversione dei camorristi?