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PAPA FRANCESCO/ Omelia di Santa Marta: non si può essere cristiani "all'acqua di rosa"

Non possiamo essere cristiani a metà cammino, tiepidi, “all’acqua di rosa”, perché tutti i battezzati sono chiamati a procedere sulla strada della santificazione. Lo ha detto Papa Francesco

Papa Francesco (InfoPhoto) Papa Francesco (InfoPhoto)

Non possiamo essere cristiani a metà cammino, tiepidi, “all’acqua di rosa”, perché tutti i battezzati sono chiamati a procedere sulla strada della santificazione. Lo ha detto questa mattina Papa Francesco durante la consueta Messa mattutina presso Casa Santa Marta. Prendendo spunto dal passaggio della Lettera ai Romani incentrato sul mistero della nostra redenzione, il Pontefice ha spiegato che l’Apostolo Paolo “cerca di spiegarci questo con la logica del prima e dopo: prima di Gesù e dopo di Gesù”. San Paolo definisce infatti il prima “spazzatura”, mentre il dopo è considerato "una nuova creazione". Il Papa chiarisce quindi questa logica del prima e del dopo, osservando che tutti noi “siamo stati ri-fatti in Cristo” e che “quello che ha fatto Cristo in noi è una ri-creazione: il sangue di Cristo ci ha ri-creato”. Se prima tutta la nostra vita, il nostro corpo, la nostra anima, le nostre abitudini “erano sulla strada del peccato, dell’iniquità”, dopo questa ri-creazione “dobbiamo fare lo sforzo di camminare sulla strada della giustizia, della santificazione”. Tutti noi siamo stati battezzati, ha aggiunto il Santo Padre, e in quel momento “i nostri genitori, a nome nostro, hanno fatto l’Atto di fede: Credo in Gesù Cristo, che ci ha perdonato i peccati”. E’ proprio questa fede in Gesù Cristo che “dobbiamo riassumere” e “portare avanti col nostro modo di vivere”, perché “vivere da cristiano – ha ribadito - è portare avanti questa fede in Cristo, questa ri-creazione”. Prima dell’Atto di Fede, prima dell’accettazione di Gesù Cristo che ci ha ri-creati col suo sangue, ha poi proseguito il Papa, “eravamo sulla strada dell’ingiustizia”. Dopo, invece, “siamo sulla strada della santificazione, ma dobbiamo prenderla sul serio”, e per fare opere “semplici” come “adorare Dio” perché “Dio è il primo sempre. E poi fare ciò che Gesù ci consiglia: aiutare gli altri”. Queste opere, ha ricordato il Pontefice, “sono le opere che Gesù ha fatto nella sua vita: opere di giustizia, opere di ri-creazione”. Insomma, senza questa coscienza del prima e del dopo della quale ci parla Paolo, “il nostro cristianesimo non serve a nessuno. E in più va sulla strada dell’ipocrisia”, ha detto Jorge Bergoglio. Bisogna quindi “lasciare perdere tutto quello che ci allontana da Gesù Cristo” e “fare tutto nuovo: tutto è novità in Cristo!".

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