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Cronaca

IL CASO/ Angela Bianco, incinta e col cancro: dire sì alla vita anche quando il male ci divora

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Sembra rinfrancata anche se ciascuno dei presenti avverte il senso di ineluttabilità delle sue parole. Ne parliamo all’interno della nostra équipe settimanale e, considerando la sua paura di non essere una buona madre, pensiamo che il suo bambino, diventato grande, nel periodo in cui si affacciano tutti i problemi esistenziali, sarebbe giusto che sapesse la motivazione del gesto della propria mamma. Così, prese tutte le informazioni presso il Tribunale per i minorenni, abbiamo convocato Erminia, che ha già iniziato la terapia, e l’abbiamo messa nella condizione per scrivere una lettera al suo Roberto. 

Roberto saprà di avere avuto una madre amorosa, una madre che ha messo in gioco la propria vita perché lui potesse nascere. Il piccolo è stato adottato nel giro di dieci giorni. E la sua nuova famiglia ha nelle mani la lettera scritta da sua madre che gli leggeranno, non al compimento del 18esimo anno, ma non appena sarà in grado di comprendere.      

Oggi Erminia non è più con noi. L’ho salutata qualche mese dopo perché voleva tornare nella sua terra: sentiva che il suo tempo su questa terra stava scadendo. È venuta a trovarmi e mi ha portato una collana e mi ha detto: “tienila”. Le ho detto: “arrivederci”, ma sapevo che non l’avrei più rivista. Dopo 15 giorni è morta. Serena, direi, perché è stata davvero una buona madre per tutti i suoi figli.

Paola Bonzi è direttore del Centro di Aiuto alla Vita Mangiagalli onlus

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COMMENTI
25/10/2013 - Grazie di cuore Donne care. (claudia mazzola)

Di fronte a queste donne meravigliose posso solo stare zitta e ringraziare il Signore di avermele donate come testimoni di un'Amore esistente.