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STATI UNITI/ I libri scolastici pro Islam che non lasciano spazio alla verità storica

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Vi avevano insegnato che Cristoforo Colombo fu il primo ad approdare nel Nuovo Mondo? Niente affatto, tutto da rifare in nome di una mega balla nella cornice di un revisionismo di matrice islamica teso a smentire l’empirismo dei principali fatti storici. Durante il mese di Luglio in Florida, Stati Uniti, un libro di testo per le scuole superiori è balzato agli onori delle cronache per il suo contenuto pro Islam. Il repubblicano Ritch Workman aveva sostenuto il caso sollevato da due rappresentanti del consiglio scolastico dell’istituto pubblico di Brevard, ridente località che si affaccia sull’Atlantico, di fronte all’adozione del libro World History edito da Pearson PLC. Il volume in questione sarebbe portavoce d’istanze in favore del mondo musulmano e decisamente sfavorevole alla tradizione cristiana ed ebraica.

"I nostri bambini meritano fatti e precisione”, aveva dichiarato Workman durante un consiglio scolastico. Una televisione locale, WESH-TV, aveva dedicato un servizio al caso mettendo a confronto le 36 pagine riguardanti la tradizione dell’Islam contro i pochi paragrafi dedicati al cristianesimo. "Quando si riporta la storia vera, è giusto ricordare le cose orribili che hanno fatto cristiani ed ebrei in nome di Cristo, ma si deve riportare anche le atrocità commesse in nome dell'Islam", ha dichiarato un genitore di Brevard. Secondo quanto riportato da Fox News, il libro è stato utilizzato per parecchi anni senza incontrare nessuna opposizione.

Questo dibattito rientra in un discorso più ampio messo in evidenza dal network americano CBS in un documentario, secondo il quale alcuni testi scolastici adottati negli Stati Uniti sarebbero frequentemente soggetti a lacune storiche che si riflettono inevitabilmente sull’apprendimento degli studenti. Il centro di ricerca Institute for Jewish and Community Research, con sede a San Francisco, ha esaminato ventotto dei testi scolastici più utilizzati negli Stati Uniti e ha rilevato almeno 500 errori. Addirittura, per quanto riguarda le radice ebraiche del cristianesimo, un libro dichiara che “la cristianità è stata scoperta da un giovane palestinese di nome Gesù”; in un altro possiamo leggere che “Dio ha rivelato il Corano a Maometto” e che “gli ebrei hanno contribuito molto poco allo sviluppo dell’arte e della scienza.” La faziosità di cui si fanno portavoce alcuni testi in commercio negli States è evidente, in un contesto dove necessariamente ci si deve attenere all’imparzialità degli eventi storici.



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